venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

VERTICE EUROGRUPPO: SCUDO ANTISPREAD E BANCHE SPAGNOLE, RESTANO I NODI DA SCIOGLIERE
Pubblicato il 10-07-2012


Ancora intorno a un tavolo, a Bruxelles, i big dell’Economia dei diciassette Paesi dell’eurozona. A tenere banco sono stati i dettagli operativi delle decisioni prese dal Consiglio europeo il 28 e 29 giugno scorsi. I temi più critici discussi dai 17 ministri sono stati il complesso meccanismo dello scudo anti-spread, la creazione dell’autorità europea di vigilanza bancaria e l’utilizzo dell’Esm (il fondo di salvataggio europeo) per la ricapitalizzazione diretta delle banche (in primis quelle spagnole). Ma il vertice sembra essersi concluso con un nulla di fatto. Il tira e molla tra i ministri è stato solo rinviato al prossimo vertice straordinario dell’Eurogruppo previsto per il prossimo 20 luglio. E nel segno dell’incertezza si è conclusa anche la giornata delle principali borse internazionali e lo spread tra Btp e Bund tedeschi è volato a quota 480 ad inizio giornata.

IL PRESSING DI MONTI – Durante l’incontro, il capo del governo Mario Monti, in qualità di ministro dell’Economia, ha esercitato una forte pressione perché si concretizzassero le decisioni assunte dal penultimo vertice. Il pressing del Professore era finalizzato al duplice utilizzo del fondo salva Stati dell’eurozona, l’Efsf e l’Esm sia per ricapitalizzare le banche sia per acquistare i titoli dei Paesi sotto speculazione e consentire al differenziale sui rendimenti di ridursi.

DECISIONI RINVIATE – Sembrano ancora lontane da una soluzione le tematiche affrontate durante l’incontro: la decisione sulla questione del salvataggio delle banche spagnole è stata infatti rinviata al prossimo vertice e la risoluzione sui nuovi aiuti alla Grecia e l’assistenza a Cipro sarà trattata dopo l’estate. Circa i dettagli dell’intesa raggiunta a fine giugno, sarà necessario un nuovo vertice dei capi di Stato, probabilmente entro la fine di luglio. Durante il summit i ministri hanno ancorato l’utilizzo più flessibile del fondo Efsf-Esm alla creazione di un’unica supervisione bancaria europea, sotto la guida della Banca centrale europea. Ma sui tempi le opinioni sono ancora molto diverse.

LE DICHIARAZIONI DEI MINISTRI EUROPEI – «Bisogna risolvere dalle fondamenta i problemi di Italia e Spagna», ha affermato, ieri, il ministro delle Finanze olandese Jan de Jager, aggiungendo che Roma e Madrid non possono pensare di risolvere la loro situazione «con prestiti». Il suo omologo francese, Pierre Moscovici, si è definito «ottimista e molto fiducioso», convinto che i dettagli operativi delle decisioni del vertice rappresentano «una base solida» al fine di «permettere di arrivare alla stabilità finanziaria dell’eurozona» e che ora è necessario «concretizzarle rapidamente». Secondo Moscovici, dunque, «bisogna ora trasformare le parole in fatti», e questa, ha aggiunto rappresenta la «sfida dell’Eurogruppo di oggi e forse di un altro che si terrà». Il responsabile delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha invece dichiarato che la creazione del meccanismo di supervisione europea bancaria «non è una cosa semplice. Ci vorrà tempo: noi ci lavoreremo».

LA POLEMICA TRA ITALIA E FINLANDIA – La settimana scorsa era scoppiata una polemica in seguito ad un’intervista rilasciata dal ministro delle Finanze finlandese, Ulla Urpilainen, ad un quotidiano locale, interpretata poi come una celata minaccia di abbandonare l’euro, pur di non pagare il debito di altri Stati della eurozona. La Urpilainen ha dichiarato ieri di «non voler commentare le dichiarazioni» di Mario Monti, che recentemente aveva accusato i Paesi nordici d’aver fatto risalire lo spread con le loro considerazioni sulle decisioni prese al penultimo vertice dell’Eurogruppo. La responsabile dell’economia finlandese ha sottolineato quanto sia «preoccupante» la situazione in cui versa l’Europa, ricordando quanto l’euro abbia beneficiato la Finlandia e quanto il suo Paese sia impegnato a favore della moneta e della risoluzione della crisi. La Urpilainen ha poi precisato che il suo Paese «è uno dei pochi che ha rispettato le regole comuni; vogliamo essere un partner giusto, seguire le regole decise insieme, ma anche avere la possibilità di affermare liberamente la nostra opinione».

LE REAZIONI DELLA BORSA EUROPEA – Al termine di una giornata caratterizzata da un alto tasso di volatilità, a chiudere in positivo è stata solo Piazza Affari (+0,59%) alla quale è seguita Francoforte (-0,35%), Londra (-0,62%), Parigi cede lo 0, 38% e Madrid lo -0,75%. Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi si è attestato a 478 punti, dopo aver toccato quota 480 ad inizio giornata.

Silvia Sequi

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