sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Yemen: sequestrato carabiniere italiano
Pubblicato il 30-07-2012


Si chiama Alessandro Spadotto, 29 anni, di San Vito al Tagliamento in provincia di Pordenone: da ieri, il carabiniere addetto alla sicurezza dell’Ambasciata italiana nello Yemen, in forza al tredicesimo battaglione di Gorizia è nelle mani dei sequestratori. Il militare si era allontanato dalla sede dell’ambasciata italiana intorno alle 14 di ieri ora locale, le 15 in Italia, per recarsi in una zona commerciale della Capitale yemenita. Dopo due ore gli addetti dell’ambasciata si sono accorti che il carabiniere era irreperibile sul suo telefono cellulare ed hanno lanciato l’allerta alle forze di sicurezza locali. I funzionari dell’ambasciata hanno attivato immediatamente i canali necessari per rintracciarlo.

INCERTEZZA SUI RAPITORI, FORSE BANDA CRIMINALE – Non c’è ancora alcuna rivendicazione né da parte dei jihadisti vicini ad al-Qaeda, né delle milizie tribali attive nello Yemen per il rapimento del carabiniere italiano sequestrato ieri a Sana’a. A rivelarlo è la polizia yemenita, che afferma di non essere in possesso di elementi che possano portare a individuare i responsabili del sequestro del militare di 29 anni, rapito in una zona commerciale della capitale yemenita mentre era in abiti civili. Le mancate rivendicazioni avvalorano l’ipotesi che il carabiniere friulano, caposcorta dell’ambasciatore a Sana’a, sia nelle mani di una banda di criminali locali: sarebbe questa la pista, secondo quanto riferiscono fonti qualificate, su cui puntano le indagini delle autorità locai yemenite

LA TELEFONATA DEL MINISTRO TERZI  ALL’OMOLOGO YEMENITA – Nel corso della telefonata avvenuta ieri sera tra il ministro degli Esteri Giulio Terzi e il suo omologo yemenita Abu Bakr al-Qirbi per discutere della vicenda del sequestro del carabiniere italiano, fonti della Farnesina riferiscono che Terzi ha sottolineato che la priorità assoluta deve essere anzitutto quella di «tutelare l’incolumità» del nostro connazionale. Al Qirbi ha confermato la totale disponibilità del governo di Sana’a a fornire la massima collaborazione e impegno per la soluzione positiva della vicenda, assicurando che le competenti strutture di polizia e di intelligence erano state attivate immediatamente dopo il sequestro e seguono il caso con la massima attenzione.

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