sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

DOPO IL BLITZ DEI LAVORATORI, TROVATO L’ACCORDO DEL SULCIS CON IL MINISTRO PASSERA. LA MINIERA NON CHIUDERA’ A FINE ANNO
Pubblicato il 31-08-2012


La miniera del Sulcis non chiuderà il 31 dicembre. Questo l’esito dell’incontro tra Governo, Regione e Provincia al ministero dello Sviluppo economico dove era presente anche il ministro Corrado Passera con il sottosegretario Claudio De Vincenti e il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci. “Si è deciso di rivedere il progetto – spiega una nota del ministero – per aggiornarlo e renderlo compatibile con le migliori tecnologie ed economicamente sostenibile. A tal fine si è  deciso di proporre al Parlamento la proroga della scadenza prevista dalla legge 99/2009 per il bando di affidamento della relativa concessione. L’attività mineraria non subirà la paventata interruzione al 31 dicembre”. La mattinata è stata scandita da diversi momenti di tensione davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico di via Molise a Roma dove è in corso la protesta dei lavoratori di Alcoa. Davanti al cancello della sede del ministero è stato sparato un petardo mentre un gruppo di lavoratori si è arrampicato al cancello di ingresso del ministero che è chiuso e protetto dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Via Molise e le strade circostanti sono presidiate della forze dell’ordine. I lavoratori gridano “lavoro, sviluppo, occupazione”.

MISE, INCONTRO COSTRUTTIVO CON GLENCORE, RISPOSTA ENTRO 7 GIORNI – “Incontro costruttivo quello che si e’ svolto stamani al dicastero dello Sviluppo economico tra il Governo, Regione Sardegna e Provincia del Sulcis-Iglesiente e i vertici della societa’ Glencore in merito alla vertenza Alcoa”. E’ quanto si legge in una nota del ministero dello Sviluppo economico al termine del vertice al quale hanno partecipato il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, il viceministro al Welfare, Michel Martone, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci e il presidente della Provincia, Salvatore Cherchi.

SULLA VIA DELL’ACCORDO – “La multinazionale svizzera ha confermato il proprio interesse a discutere della questione Alcoa, chiedendo chiarimenti in merito alle condizioni di contesto, come costo dell’energia, condizioni infrastrutturali e ambientali -continua il ministero dello Sviluppo economico- il Governo, la Regione e la Provincia hanno fornito le informazioni richieste. Su questa base Glencore si e’ riservata di fornire le proprie valutazioni entro una settimana. I rappresentanti delle istituzioni hanno sollecitato dunque Glencore a completare nei tempi previsti questa prima fase”. “In una precedente riunione, Governo e Regione hanno concordato le modalita’ per mettere comunque in sicurezza i lavoratori dell’Alcoa e dell’indotto. Governo e Regione hanno confermato quanto sottoscritto negli accordi del 27 marzo e dell’11 aprile in materia di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti Alcoa e hanno convenuto che saranno assicurate adeguate forme di tutela anche per i lavoratori dell’indotto. A questo proposito, si terra’, prima della riunione del tavolo Alcoa prevista per il prossimo 5 settembre, un apposito incontro in sede tecnica tra Governo e Regione. Nel pomeriggio, Governo, Regione e Provincia affronteranno il tema Carbosulcis”, conclude la nota.

BLITZ A PALAZZO CHIGI – I manifestanti, che già ieri hanno iniziato il loro presidio, dovrebbero quindi restare in strada per tutta la giornata, aspettando notizie positive per il loro futuro. Intanto questa mattina, prima di recarsi in via Molise, hanno fatto un breve blitz a Palazzo Chigi per fare sentire anche lì la loro voce. Con caschi battuti a terra, trombette e fischi hanno gridato: “Se la fabbrica chiude è colpa del governo!”. A metà mattina si sono mossi verso Montecitorio per un altro sit-in non autorizzato. Poi hanno deciso di avviarsi verso il dicastero in via Molise. L’agenzia per la mobilità informa che a causa della manifestazione sono stae deviate le linee bus 61-62-85-175-492.

TUFFO NELLA FONTANA DI TREVI – Lungo la strada due dei 60 operai in marcia si sono tuffati nella Fontana di Trevi. “Dobbiamo fare capire a chi di dovere che, se non si sblocca questa situazione, lunedì l’Alcoa chiude, portandosi dietro 500 dipendenti e quasi 400 lavoratori dell’indotto” hanno detto. Gli operai sono in piazza col fiato sospeso.

BLITZ DI CASA POUND A SEDE COMMISSIONE UE ROMA – Nel frattempo sempre a Roma c’è stato un blitz di una delegazione di Casa Pound davanti alla rappresentanza della Commissione europea di via IV Novembre in sostegno dei lavoratori del Sulcis. Alcuni ragazzi hanno sparso del carbone ed hanno esposto degli striscioni. “Difendi il carbone italiano – autarchia europea”, e’ scritto sui volantini lanciati in strada. I manifestanti hanno avvicinato anche il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, che ha detto loro: “il costo dell’energia prodotto dalla miniera del Sulcis e’ molto piu’ alto di quello di altre realta’. Gli aiuti di Stato si possono dare fino a quando sono compatibili con le politiche comunitarie e non possono andare alle miniere non competitive. Ci sono pero’ – ha concluso – fondi europei e regionali che possono essere allocati nella zona”.

BONANNI: BENE PASSERA, UNICA STRADA CONCERTAZIONE – “Passera ha fatto una proposta importante, una novita’. Perche’ il governo finora aveva rifiutato la concertazione, che e’ quella politica che mette insieme, governo nazionale, governi locali e parti sociali. Unica strada che permette di prendere delle decisioni e portarle veramente avanti. La proposta di Passera e’ un fatto rilevante, sarebbe un modo per dare un segnale nuovo al Paese. Spero davvero che Monti voglia intraprendere questa strada”. Così il segretario del Cisl Raffaele Bonanni sulla protesta dei minatori del Sulcis. “Chiediamo al governo con forza di contrattare la prosecuzione della produzione di energia a basso costo- aggiunge- e nello stesso tempo dando garanzie che da subito si parta per una centrale di produzione di energia a basso costo. Ma su questo bisogna correre come Speedy Gonzales. Il governo deve mantenere gli impegni, guai all’abbandono di certe tradizioni, soprattutto nelle zone piu’ povere. Questo significa decretare il suicidio di quelle realta’”.

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