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Opinioni e commenti
 

Alla faccia della meritocrazia: il sottosegretario alla Salute Cardinale sarebbe imputato per aver “favorito” la figlia di un suo collega in un concorso pubblico
Pubblicato il 10-08-2012


Adelfio Elio Cardinale, sottosegretario alla Salute, sarebbe imputato in un’inchiesta della procura di Bari su presunti concorsi truccati in vari atenei italiani. L’inchiesta coinvolgerebbe altri 22 imputati per i quali, nel 2010, la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito del procedimento sulla presunta “cupola” che pilotava i concorsi universitari di cardiologia, capeggiata secondo l’accusa dal professore barese Paolo Rizzon. A renderlo noto e’ il settimanale l’Espresso in un articolo intitolato “Sottosegretario con truffa”.

UNO STIMATO PROFESSORE – In un’anticipazione diffusa ieri, il settimanale descrive Cardinale come uno «stimato professore di Palermo, cavaliere di Gran Croce, sposato con il magistrato Annamaria Palma, capo di gabinetto del presidente del Senato Renato Schifani», rivelando come, secondo i pm, il radiologo siciliano, che sarebbe imputato insieme ad altre 22 persone, avrebbe favorito «mediante raggiri e artifici» la figlia di un suo collega, l’attuale numero uno della Società italiana di cardiologia Salvatore Novo.

GLI “INTERVENTI” DI CARDINALE SAREBBERO «UN DANNO DA 347.336 EURO»  La raccomandazione di Cardinale avrebbe fatto in modo che la ragazza vincesse, nel 2005, un posto da ricercatore, «con correlativo danno di rilevante gravità  per l’università di Palermo, di circa 347.336 euro lordi». Le accuse per Cardinale, verso il quale, secondo l’Espresso sarebbe stato richiesto il rinvio a giudizio, sarebbero truffa, falso ideologico e usurpazioni di funzioni pubbliche. Salvatore Novo sarebbe imputato anche per associazione a delinquere.

UN’INCHIESTA LUNGA 10 ANNI – «Lo scorso gennaio il gup Antonio Diella – precisa il settimanale “L’Espresso”- a oltre due anni dalla fine delle indagini preliminari, ha dichiarato l’incompetenza territoriale e spacchettato in più tronconi l’inchiesta, nata nel lontano 2002 e basata su migliaia di intercettazioni, decidendo che gli atti riguardanti il sottosegretario devono essere trasmessi al tribunale di Palermo, dove il medico, che vanta anche una laurea honoris causa all’università di Bucarest, rischia di finire a processo». L’indagine, avviata nel 2002 poi ripresa nel 2004, sfociò in cinque ordinanze di arresti domiciliari. Agli indagati i pm Emanuele De Maria e Ciro Angelillis contestavano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, corruzione, concussione tentata e compiuta, falso, truffa, tentativo di estorsione e interruzione di pubblico servizio.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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