martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Berlino attacca Monti che si smarca, mentre la maggioranza si spacca
Pubblicato il 07-08-2012


Nessuna mancanza di rispetto verso i Parlamenti. Solo una considerazione: alla fine qualcuno deve pur decidere. E questo spesso tocca farlo ai governi che hanno il compito di indicare un orizzonte. Il presidente del Consiglio Mario Monti sceglie la via della nota ufficiale per rispondere alle critiche tedesche che gli vengono mosse da quasi tutte le forze politiche per la sua intervista al ‘Der Spiegel’. I politici tedeschi, infatti, non hanno gradito le considerazioni del premier sull’autonomia che dovrebbero avere i governi dai Parlamenti nazionali nelle trattative di Bruxelles.

L’AUTONOMIA DEL PARLAMENTO NON SI TOCCA – Ed e’ per questo che Monti nella serata di ieri ha precisato: la “legittimazione democratica parlamentare e’ fondamentale nel processo d’integrazione europea”. Lui non auspica certo “una limitazione del controllo parlamentare sui governi”. Anzi, assicura, questo dovrebbe venire “rafforzato”. Perche’ l’autonomia del Parlamento nei confronti dell’esecutivo “non e’ in questione”. Ha solo voluto “sottolineare la necessita” che, per andare avanti nell’integrazione europea, si mantenga “un costante dialogo fra governo e Parlamento”. Durante i negoziati, afferma, può servire “una certa flessibilità per giungere ad un accordo”, da esercitarsi sempre “nel solco di scelte condivise con il proprio Parlamento”. Ed è in quest’ottica che ogni governo ha “il dovere di spiegarsi e interagire in modo dinamico” con le Camere, per “individuare soluzioni verso un comune obiettivo europeo”. Insomma, spiegano da Palazzo Chigi, se il premier avesse dovuto rispettare alla lettera il mandato parlamentare italiano prima del consiglio europeo di fine giugno, quel vertice si sarebbe chiuso senza alcun accordo visto che le Camere chiedevano gli eurobond.

LE CRITICHE D’OLTRALPE – Quella del Parlamento, e’ invece il ragionamento di Monti, deve essere un’indicazione di lavoro per il governo che poi cerchera’ intese e compromessi in Europa. Il coro di critiche di quasi tutti i partiti d’oltralpe, pero’, e’ unanime. Alcuni, come il segretario della Csu Alexander Dobrindt, non esitano a parlare di “attacco alla democrazia”. Mentre il portavoce della Commissione Ue Olivier Bailly assicura che a livello europeo si rispettano “pienamente le competenze dei Parlamenti nazionali”. Soprattutto quando si tratta di prendere decisioni su provvedimenti finanziari. La cancelliera Angela Merkel non contesta, ma dice che sarebbe bene “riportare un po’ di calma nel dibattito”.

IN ITALIA LA MAGGIORANZA SI SPACCA – E a livello nazionale, la dichiarazione di Monti e la polemica che ne e’ nata in Germania, divide la maggioranza. L’ex ministro Pdl Renato Brunetta non capisce la ragione di tanto ‘rumore’ perche’ in fondo il premier ha detto solo “come stanno le cose”. E questo dimostra solo che da questa Europa “a trazione tedesca non possiamo aspettarci nulla”. “Surreali e grottesche”, commenta invece Francesco Boccia (Pd), sono le ‘critiche’ tedesche. Monti “non ha parlato di Parlamenti telecomandati dai governi, ma di governi che devono avere il coraggio di disegnare una rotta”. E poi, conclude, l’Italia non accetta certo “lezioni di democrazia” dalla Germania. Anche perche’ noi non abbiamo mai chiesto deroghe ai trattati come fece invece ‘la Germania nel 2003′. L’Italia chiede solo piu’ coraggio per costruire gli Stati Uniti d’Europa. Di parere opposto Osvaldo Napoli (Pdl) che bolla come ‘inqualificabile e ingiustificabile’ l”attacco’ di Monti ai Parlamenti. A sinistra, pero’, c’e’ anche chi la pensa come il leader Prc Ferrero che, commentando la frase di Monti, fa un parallelo con Hitler ricordando come il dittatore, “dopo aver vinto nel ’33 fece votare al Parlamento una legge che delegava ogni attivita’ al governo, dopodiche’ le Camere non si riunirono piu’…”. Quella di Monti, incalza Matteo Orfini (Pd) “è una sgradevole sgrammaticatura. Che, fossi in lui, correggerei presto”. La sua, azzarda il leader Idv Di Pietro, è una “lesione alla Costituzione” perché fa capire come consideri le Camere “un impedimento”. Anche la Lega con Giampaolo Dozzo attacca: “Va avanti a forza di decreti e voti di fiducia”. Mentre l’Udc Paolo Cirino Pomicino non ha dubbi: sulla “svolta autoritaria di Monti” deve intervenire il Capo dello Stato.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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