domenica, 24 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Berlusconi e il tormentone dell’estate: scende o non scende in campo? Nel dubbio lui cavalva la querelle su Libération
Pubblicato il 11-08-2012


Ci risiamo. Torna o non torna? Scende o non scende in campo? Gli interrogativi sul Cavaliere, sempre i soliti purtroppo da vent’anni, tornano a imporsi preparandosi ad essere il tormentone dell’estate. E Berlusconi sta al gioco, anzi lo cavalca come ha sempre fatto. Ecco spiegata l’intervista rilasciata ieri al quotidiano francese “Libération”. Sono stati numerosi i temi affrontati dall’ex premier: dalla sua presunta candidatura alle prossime elezioni al processo sul “caso Ruby”, passando per la crisi dell’euro, il sostegno al governo Monti e la moneta unica. «Ricandidarmi? Non ho ancora deciso». «Il processo Ruby? Sarò di nuovo assolto», ha assicurato l’ex premier.

IL RAPPORTO CON IL GOVERNO MONTI – Durante la lunga intervista Berlusconi ha ricordato che il suo partito ha sempre «sostenuto lealmente il governo Monti e questo si è manifestato in Parlamento con 34 voti di fiducia. «Ma è vero che si tratta di un sostegno critico, un pungolo per l’adozione di riforme costituzionali e di misure per la crescita» ha poi sottolineato.

IL CASO RUBY – Sulla vicenda Ruby, Berusconi ha ricordato d’esser stato sempre assolto e che «sarà così anche per il processo Ruby», aggiungendo che: «Una parte estremista e politicizzata della magistratura ha cominciato a perseguitarmi da quando sono entrato in politica, e non ha più smesso. Gli italiani lo hanno capito, e sono con me».

IL RITORNO IN CAMPO  – L’ex capo del governo ha spiegato che: «Tutto il partito, a cominciare dai deputati, mi chiedono di tornare per beneficiare della mia popolarità in campagna elettorale. Non ho ancora deciso, ma una cosa è sicura: sono sempre stato al servizio del mio Paese».  Berlusconi ha poi sottolineato il suo senso di responsabilità verso il Paese e «forse l’amarezza di non aver fatto tutto ciò che volevo. Il mio ingresso in politica risale al 1994, e questo ha permesso di evitare che la sinistra arrivasse al potere, tenendo conto che in Italia abbiamo una sinistra che è ancora ancorata alle pratiche del vecchio partito comunista. È un merito storico di cui sono fiero» ha poi aggiunto.

NESSUN COMPLOTTO DI FRANCIA E GERMANIA – Sul presunto complotto di Francia e Germania che avrebbe favorito la sua uscita di scena, il Cavaliere risponde di non saperne di niente e di non credere a questa ipotesi. La scelta di consegnare le dimissioni – ha spiegato – è scaturita dalla volontà di «far nascere un governo di tecnici che beneficiasse dell’appoggio di maggioranza e opposizione, al fine di poter finalmente cambiare la struttura dello Stato e fare dell’Italia un Paese governabile come la Francia. Sfortunatamente, per il momento, così non è stato».  

EURO SÌ EURO NO  – Sull’uscita dalla moneta unica di uno o più Paesi dell’eurozona, il Cavaliere ha affermato che «sarebbe un disastro», aggiustando il tiro rispetto alle dichiarazioni dello scorso giugno («Non credo che sia una bestemmia» l’ipotesi che l’Italia esca dall’euro e torni alla propria moneta nel caso «l’euro non abbia alle spalle una Bce che faccia la banca di garanzia ed emetta euro», N.d.R.). Il Cavaliere ha dichiarato di non aver mai «mai usato quell’espressione. Al contrario, ho sempre affermato che l’uscita dall’euro di uno o più Paesi provocherebbe la disintegrazione dell’eurozona. Sarebbe il fallimento di un progetto storico di un’Europa unita, e nessuno può auspicarlo».

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento