giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Boom dei cyber-addicted: gli italiani fuggono dalla crisi con cybersex, chat e gaming
Pubblicato il 29-08-2012


Certamente quella che sta attraversando il nostro Paese non è una congiuntura positiva, tra crisi economiche, spending review e anticicloni africani dai nomi mitologici. Certamente internet e i social network stanno mutando il modo di comunicare e di viaggiare: ecco che si moltiplicano quelli virtuali. Ma quando si cominciano a trascorrere intere giornate incollati al pc o al tablet, allora il confine con la dipendenza diventa sempre più labile. E la patologia è dietro l’angolo. «La realtà da mesi è presentata come negativa e il futuro oscuro, così fra gli italiani alle prese con il rientro dalle vacanza o le ferie mai fatte, si moltiplicano i comportamenti compulsivi, inclusa la dipendenza da Internet», ha spiegato lo psichiatra Federico Tonioni. E per non affrontare il mondo esterno – con tutti i suoi problemi – è più facile e indolore dissociarsene, costruendosi una realtà ad hoc per sfuggire alla vita reale.

LA DISSOCIAZIONE DALLA REALTÀ DEGLI INTERNET-DIPENDENTI – «Di fronte alla crisi economica, infatti, la dissociazione regalata da cybersex, chat e gaming consente una fuga da una realtà rappresentata o vissuta come insopportabile». Anche nella bella stagione «ormai il web ha azzerato la pausa digitale: alcuni nostri giovani pazienti hanno passato la vacanza chiusi in albergo, chattando con gli amici», ha poi ammonito l’esperto.

IL RITRATTO DEL CYBER-ADDICTED Lo psichiatra ha poi spiegato che: «Il 20% dei nostri pazienti è rappresentato da adulti “stregati” da siti pornografici e gioco d’azzardo online, mentre il restante 80% è composto da ragazzi di 12-22 anni, grandi fruitori di social network e giochi di ruolo. Per la prima categoria si tratta di una dipendenza patologica, mentre per gli adolescenti il fenomeno è differente», ha poi sottolineato Tonioni. Gli adulti infatti «sviluppano dipendenze online che li portano a isolarsi in una sorta di comportamento autistico», mentre «i giovanissimi vivono sul web in interconnessione, comunicano in maniera nuova».

L’AMBULATORIO PER CURARE LA DIPENDENZA DALLA RETE – Tonioni è anche responsabile dell’ambulatorio per curare gli Internet-dipendenti – attivato al Policlinico Gemelli di Roma nel novembre 2009 – che ha l’obiettivo di curare la dipendenza patologica da internet, ovvero, i disturbi del comportamento ossessivo verso il web. Un centro – dedicato all'”Internet Addiction Disorder” – «dove abbiamo seguito molti pazienti anche in estate, abbiamo prime visite prenotate fino a fine ottobre e in tutto abbiamo assistito oltre 550 persone in quasi tre anni», ha dichiarato l’esperto.

Silvia Sequi

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