giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Benzina, la verde tocca i 2,013 euro al litro
Pubblicato il 27-08-2012


Nuovo record per la benzina verde che – in Toscana e Liguria – ha raggiunto i 2,013 euro al litro. In alcuni distributori del Sud il diesel ha toccato invece 1,850 euro al litro. I prezzi medi sono quindi 1,924 euro per la benzina e 1,809 per il gasolio. «Si allarga sempre più – sottolinea Quotidiano energia – la forbice settimanale dei prezzi sul mercato carburanti nazionale, in vista della conclusione il 3 settembre dell’iniziativa dello scontone Eni». La Coldiretti denuncia un rincaro oramai insostenibile per le famiglie italiane.

L’ALLARME DELLA COLDIRETTI – L’analisi  effettuata dalla maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana ha evidenziato che per le famiglie italiane fare un pieno di benzina costa di più che fare la spesa alimentare settimanale. Secondo l’indagine condotta dalla Coldiretti fare il pieno ad un’automobile con un serbatoio di 60 litri è giunto a costare 120 euro, un importo superiore rispetto ai 111 euro che in media le famiglie italiane spendono ogni settimana per fare la spesa, secondo i dati Istat. D’altra parte con il nuovo record un litro di benzina viene a costare – ha ammonito la Coldiretti – come un chilo di pesche, ma il prezzo ha superato del 40 per cento il chilo di pasta e del 50 per cento il un litro di latte. Un rapporto di cambio che – ha poi concluso – non è eticamente ed economicamente sostenibile e che mette a rischio al ripresa del Paese.

ANTONIO LIROSI (PD): ALEGGERIRE ACCISE A SETTEMBRE, «ENNESIMO RIALZO» – «Di fronte all’ennesimo rialzo del prezzo dei carburanti, ci dica il Governo quanto ha incamerato in più con l’Iva dalla vendita di benzina e gasolio in questi ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti e usi questo extragettito a copertura di una corrispondente riduzione delle accise nel prossimo mese di settembre», ha dichiarato Antonio Lirosi, responsabile Commercio e Diritti dei consumatori del Pd. Inoltre – ha poi aggiunto – «sarebbe opportuno, in questa fase, che il Ministero dello Sviluppo Economico fornisse quotidianamente all’opinione pubblica elementi di conoscenza sull’andamento delle quotazioni internazionali e margine applicato dalle compagnie petrolifere».

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