giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Caso Lusi: la Cassazione annulla l’ordinanza di custodia cautelare, adesso il caso torna al Tribunale del Riesame
Pubblicato il 01-08-2012


È stata annullata l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma nei confronti di Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita, che resta comunque in carcere, a Rebibbia. A deciderlo – per carenza di motivazione – è stata ieri la II sezione penale della Corte di Cassazione. Entro un mese – come prevede la legge – le motivazioni dei giudici della sezione feriale del “Palazzaccio” saranno depositate. A quelle parole poi il Tribunale del Riesame dovrà attenersi per rivalutare il caso.
LA SODDISFAZIONE DEGLI AVVOCATI DIFENSORI – Soddisfatti gli avvocati della difesa del senatore, Luca Petrucci e Renato Archiadiacono che hanno commentato la decisione della Suprema Corte affermando: «Siamo molto emozionati per questa decisione in favore del nostro assistito, avendo ottenuto una prima ragione». Il penalista Petrucci ha poi spiegato che: «La Cassazione ha annullato l’ordinanza a carico del senatore, rilevando una mancanza di motivazioni rispetto alla custodia cautelare in carcere, solleciteremo presto il giudice delle indagini preliminari di rimettere in libertà Lusi». Petrucci si auspica poi che «a fronte di quanto stabilito dalla Suprema Corte, l’ufficio del pubblico ministero dia parere favorevole alla nostra istanza. Mettere in cella un senatore, che aveva ammesso tutto e contribuito alla ricostruzione della vicenda che lo riguarda, è stato giudicato evidentemente una forzatura» ha poi concluso.

LA VICENDA – L’ex tesoriere della Margherita è indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’appropriazione indebita di fondi della Margherita, l’ex partito guidato da Francesco Rutelli. Lo scorso 20 giugno il Senato aveva votato favorendo il via libera alla richiesta della magistratura di arresto per il senatore che, nonostante l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare di ieri, resterà in carcere. Il Gip di Roma, Simonetta d’Alessandro nel suo provvedimento aveva parlato di “un‘associazione a delinquere votata alla spoliazione, non solo al saccheggio di soldi pubblici, ma alla delegittimazione di un partito”. Precisamente la misura cautelare era stata disposta per pericolo di inquinamento delle prove, per Lusi accusato di aver “rubato” oltre 22 milioni di euro. Lo scorso 9 luglio la moglie del senatore, Giovanna Petricone, anche lei accusata di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita – è stata rimessa in libertà dopo esser stata sottoposta agli arresti domiciliari dal 3 maggio.


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