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Opinioni e commenti
 

Caso Wind Jet, Alitalia chiude la porta. La compagnia low cost: «Cercheremo altre vie»
Pubblicato il 15-08-2012


Si è concluso con un nulla di fatto il vertice di ieri pomeriggio per tentare di ricucire lo strappo con Alitalia e di risolvere la difficile situazione in cui versa WindJet. Durante l’incontro – tenutosi presso il ministero dello Sviluppo economico – si sono confrontati l’amministratore delegato di Alitalia Andrea Ragnetti, l’omologo di Wind Jet Stefano Rantuccio, il sottosegretario ai trasporti Guido Improta, e il vicedirettore dell’Enac Benedetto Marasà. Rantuccio, a margine della riunione, ha dichiarato che: «Data l’indisponibilità di Alitalia, cercheremo altre vie per risolvere la vicenda». L’amministratore delegato di Alitalia, Andrea Ragnetti, prima dell’incontro aveva già preannunciato impossibilità di riprendere un dialogo con la compagnia aerea siciliana low cost, poiché «il dossier con Wind Jet non si può riaprire». La situazione attuale, di fatto, mette a rischio il futuro occupazionale di circa 800 persone tra dipendenti di Wind Jet e dell’indotto. Nel frattempo il Codacons ha deciso di diffidare i gestori delle carte di credito a pagare la compagnia aerea.

LE DICHIARAZIONI DI ANDREA RAGNETTI – In merito all’operazione di salvataggio dei passeggeri che stanno subendo gravi disagi negli aeroporti d’Italia, l’ad di Alitalia aveva ammonito che: «Operiamo in perdita: i costi che non recuperiamo per fare riprotezione sono di 80 mila euro al giorno», aggiungendo che dopo settimane di lavoro «avevamo trovato faticosamente un accordo che per l’ennesima volta Windjet non è riuscita ad onorare. Sulla base di quest’accordo saremo disponibili ad andare avanti, ma il problema vero è che è un’azienda che non esiste più. Non ha neanche più gli aerei». Il manager aveva poi difeso il proprio operato ricordando che: «Noi non abbiamo mai cambiato idea, ma niente di tutto ciò che avevamo richiesto si è avverato entro il 29 giugno. Faticosamente abbiamo trovato un nuovo accordo il 2 agosto, però non è stato rispettato neanche quello. A un certo punto la pazienza finisce».

L’INDIGNAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI – I presidenti di Adusbef e Federconsumatori – Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – all’unisono hanno dichiarato che le affermazioni dell’ad di Alitalia «ci lasciano esterrefatti, se rispondono al vero», e ora si attendono anche il commissariamento dell’Enac – l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile – considerato che «non conosceva le condizioni in cui versava Windjet».

LA DECISIONE DEL CODACONS – L’associazione di difesa dei consumatori ha reso nota la necessità di diffidare tutti i principali circuiti di pagamento delle carte di credito – Visa, Diners, American Express, Abi – e le associazioni di categoria delle agenzie di viaggio – Fiavet, Assotravel e Assoviaggi – a non riversare alla compagnia siciliana il denaro incassato dai consumatori per l’acquisto dei biglietti di viaggio. Nella nota del Codacons viene spiegato che «essendo i voli bloccati, rigirare i soldi a Wind Jet per il pagamento di tali biglietti configurerebbe il reato di appropriazione indebita e truffa aggravata».

Silvia Sequi

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