lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Cassazione, Lusi ha depistato per distruggere le prove. Lui garante del “patto di spartizione”
Pubblicato il 02-08-2012


Una “precisa volontà dell’indagato di inquinamento nei confronti dei testimoni a suo carico, vuoi esponenti della ‘Margherita’, vuoi dipendenti della medesima associazione politica, nei confronti dei quali il Lusi aveva evocato una sorta di ‘patto di spartizione’ di cui egli sarebbe stato il garante”. E’ quanto si legge nella sentenza numero 31503, della Sezione Feriale Penale della Cassazione, la quale spiega di condividere così le argomentazioni esposte dai giudici del Riesame nell’ordinanza del 24 maggio scorso, che ha confermato la misura cautelare in carcere per l’ex tesoriere della Margherita, in carcere dal 20 giugno scorso.


DEPISTAGGIO GIORNALISTICO
– Inoltre, si legge nella sentenza, “i giudici del Riesame hanno da un lato parlato di ‘depistaggio giornalistico’ posto in essere da Lusi per il tramite del mezzo mediatico e concretatosi, tra l’altro, nel sostenere di aver eseguito ordini altrui, senza indicare quali fossero le persone che gli davano gli ordini di saccheggiare le casse del partito, e dall’altro hanno evidenziato come proprio detto ‘depistaggio’ si sia concretato nella ‘copertura’ fornita da Lusi ad esponenti e a persone legate al suo partito politico, che era giunta fino ‘al punto di distruggere ogni prova’”.

NON ESCLUSI PERICOLO DI FUGA NE’ REITERAZIONE REATI – La Cassazione spiega inoltre che “i giudici del Riesame hanno fatto correttamente riferimento non solo ai cospicui investimenti fatti in Canada da Lusi e alle solide radici familiari che la moglie ha in tale Paese, ma anche al ‘dispendiosissimo stile di vita’ dell’indagato, elemento caratterizzante ed incentivante nel ‘proseguire nella strada gia’ intrapresa’ e pertanto rilevante anche ai fini del reputare concreto il pericolo di reiterazione di altri reati della stessa specie’”.

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