venerdì, 18 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Crisi, Monti convince la Finlandia: Lo scudo antispread potrebbe servire. Ma Berlino prosegue nella sua linea dura
Pubblicato il 01-08-2012


Mario Monti sembra esser riuscito a convincere la “rigorista” Finlandia sulla necessità ed utilità dello scudo antispread. La seconda tappa del tour europeo del capo del governo è stata la città di Helsinki dove – dopo un breve colloquio con il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn – è stato accolto dal primo ministro finlandese Jyrki Katainen, nella residenza di Kesaranta. «Siamo stati molto d’accordo su quello che ha definito il doppio binario: da un lato sforzi indefessi nel fare i compiti a casa e nello stesso tempo deve esservi una soluzione europea, anche per lo spread» ha dichiarato Monti. Nel frattempo procede la linea dura di Berlino e della Bundesbank contro l’intervento della Bce e il Mes, il meccanismo di stabilità europea. Sulla necessità dell’utilizzo del fondo salva-Stati europeo, Monti ha dichiarato che: «l’Italia non sembra aver bisogno di aiuti particolari e certo non per il salvataggio della sua economia. Aiuti – ha però aggiunto – che potrebbero essere necessari forse in relazione alla lentezza con cui i mercati comprendono gli sforzi compiuti».

L’INCONTRO TRA KATANEN E MONTI – Dopo aver ricordato che la situazione attuale dei mercati «non è normale» poiché «finisce per penalizzare diversi Paesi con eccessivi tassi di interesse sui titoli di Stato» il capo del governo di Helsinki ha chiesto che vengano attuate «iniziative europee per calmare i mercati» mentre al contempo «tutti i Paesi devono compiere iniziative a livello individuale» perché correggano i loro problemi. Katanen ha poi affermato che: «In Europa dobbiamo comprenderci reciprocamente perché la situazione è grave e non possiamo permetterci incomprensioni». In merito alle attese sulle decisioni che saranno adottate al vertice di domani della Bce, Monti ha ricordato che «gli spread troppo alti minano l’efficace politica monetaria, e dunque è nel mandato della Bce intervenire».

IL MONITO DEL PRESIDENTE DELLA BUNDESBANK E DEL VICE CANCELLIERE TEDESCO – Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, dopo aver ricordato che «la nostra è la banca centrale più grande e importante dell’Eurosistema» ha dichiarato che i politici stanno sovrastimando le possibilità della Bce, creandosi troppe aspettative da essa. Weidmann ha ricordato che l’Eurotower deve essere utilizzata per mantenere i prezzi stabili e non anche per «stimolare la più crescita, ridurre la disoccupazione e stabilizzare il sistema bancario». In merito all’ipotesi di concedere una licenza bancaria per il Mes – il futuro fondo permanente di salvataggio – il vice cancelliere e ministro dell’Economia, Philipp Rosler ha annunciato, con determinazione, di concerto con il Cancelliere Angela Merkel e il ministro delle Finanze Wolfgang Schauble, che «questa non può essere la nostra strada». «Non vogliamo andare verso una unione dell’inflazione» ha poi spiegato, ricordando come la Germania «si è già incamminata verso una unione di stabilità».

Silvia Sequi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento