mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Dismissioni, il governo lavora a un piano. Labellarte (Psi): «Giù le mani dalle imprese pubbliche»
Pubblicato il 09-08-2012


La chiamano la fase 3 del governo Monti. Ne sono andati a discutere ieri con Monti dapprima Pier Ferdinando Casini e poi, qualche ora più tardi, Angelino Alfano. L’attacco al debito pubblico entra nella ‘hit parade’ dei temi politici: una delle ricette si basa su un programma di dismissioni dei beni pubblici da 15-20 miliardi l’anno da mettere in atto anche grazie all’intervento dei fondi costituiti dalla Cassa depositi e prestiti e dal Demanio. Monti ha incaricato il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, di studiare nuove formule per tagliare il debito che ammonta a1960 miliardi, cioè ben il 123,4% del Pil.

LABELLARTE (PSI), BENE VALORIZZARE PATRIMONIO, MA NON SVENDERE AZIENDE – “Bene la valorizzazione del patrimonio dello Stato inutilizzato anche attraverso la promozione di concesssioni di beni del Demanio, la creazione di fondi, oppure nel caso non si riesca in questa direzione sarebbe possibile pensare anche alla dismissione di stabili non utilizzati come caserme e o creare fondi immobiliari. Altra cosa è invece la vendita di aziende pubbliche alla quala siamo profondamente contrari: bisogna procedere con molta cautela perchè come rischiamo di rivedere scene del passato recente con la svendita di gioielli del Paese. Giù le mani da settori strategici come l’energia, le infrastrutture, gli armamenti e le comunicazioni”.

LE PROPOSTE AMATO E BASSANINI – Sul tappeto anche la proposta formulata da Giuliano Amato e da Franco Bassanini. L’obiettivo del documento firmato dall’ex premier e dal presidente della Cassa depositi e prestiti e’ quello di dare una sforbiciata al debito da 178 miliardi entro il 2017, pari cioè al 2,5% all’anno. Tra le proposte prese in considerazione, oltre alla vendita degli immobili gia’ impostata, la valorizzazione delle concessioni, l’imposizione agli enti previdenziali dei professionisti di aumentare gli investimenti in titoli di Stato, la riforma dei partiti e del sistema di finanziamento pubblico.

ESCLUSE FINMECCANICA, ENEL ED ENI – Dovrebbero invece escluse la cessione dei gioielli di Stato come Enel, Eni e Finmeccanica. «In questa fase – e’ il ragionamento di Monti e Grilli – vorrebbe dire svenderle». Così come qualche dubbio sulla tassazione dei capitali illegalmente detenuti in Svizzera: il governo sta già’ lavorando a un accordo bilaterale con Berna, ma i tempi per chiuderlo non saranno brevissimi.

BOCCIATA LA PATRIMONIALE – Bocciata, invece, sia dal governo del professor Monti che dalla proposta Amato-Bassanini l’idea di una tassa patrimoniale. Sui contenuti specifici delle singole proposte, così come sulle cifre messe in ballo, nessuno, nel governo, vuole ancora sbilanciarsi. I tre fondi messi in campo dall’esecutivo Monti, uno per la privatizzazione delle società municipalizzate, uno per la dismissione dei beni assegnati agli enti locali con il federalismo demaniale ed un altro per la cessione di circa 350 immobili di pregio potrebbero portare, nel 2013, a dismissioni per un valore di circa 4-5 miliardi.
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