martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Draghi avverte: «Inutile scommettere contro l’euro, è irreversibile»
Pubblicato il 03-08-2012


Ribadisce che l’euro e’ “irreversibile”, che un ritorno alla lira o alla dracma non e’ previsto e che verra’ fatto tutto il possibile per la sua salvaguardia. Allo stesso tempo spiega che la Bce puo’ intervenire sui mercati rispettando il mandato e che potrebbe attivare misure non convenzionali. Fra le opzioni allo studio, accanto agli interventi sui mercati dei titoli di Stato, c’e’ la possibilita’ di riprendere i maxiprestiti. Nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione del Consiglio direttivo (che “all’unanimita’” ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse allo 0,75 per cento, come atteso), il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ieri ha riconosciuto che i rialzi dei tassi di interesse sui titoli di Stato, legati “a paure di reversibilita’ dell’euro”, sono “inaccettabili” e vanno affrontati: “L’euro e’ irreversibile”. Per questo i Paesi dell’area euro devono andare avanti con le riforme strutturali e il consolidamento fiscale “con determinazione e in modo rapido”. Nel frattempo, e “visto che i mercati finanziari spesso fanno i necessari aggiustamenti solo quando i risultati diventano visibili, i governi devono essere pronti ad attivare gli strumenti dell’Efsf/Esm sul mercato obbligazionario quando lo giustificano circostanze eccezionali e quando esistono rischi per la stabilita’”. Al momento, ha pero’ sottolineato, “non c’e’ un Paese che ha chiesto all’Efsf di intervenire”. Bisognera’ attivare i fondi salva-stati “solo qualora esistano rischi, con condizionalita’ stabilite da linee guida” ha spiegato. Queste “condizioni” sono “necessarie ma non sufficienti”.

POSSIBILI ANCHE “MISURE NON STANDARD” – Inoltre, Draghi ha detto che si potranno attivare “anche misure non standard” le cui “modalita’ piu’ appropriate” si studieranno “nelle prossime settimane”. Nel Consiglio direttivo di ieri solo un componente si e’ astenuto sull’ipotesi di nuovi interventi calmieranti sui mercati dei titoli di Stato. E lo stesso numero uno della banca centrale ha ammesso che la Bundesbank ha riserve “conosciute” sull’eventuale ripresa degli acquisti di bond da parte della Bce. Quello dell’Eurotower, ha pero’ fatto intendere, e’ solo un generico piano di intenti, non una decisione operativa. Draghi ha infatti ribadito piu’ volte che il board non ha deciso interventi. “Abbiamo definito le linee guida e aspettiamo che le commissioni completino il lavoro sulle varie opzioni”. Un altro passo indietro su questo tema lo fa quando sottolinea di non aver mai detto giovedi’ scorso (nel corso di un dibattito a Londra) “che avrei comprato bond”. Ieri Jens Weidmann, capo della Bundesbank, aveva duramente ammonito la Bce a non andare oltre il suo mandato di difesa della stabilita’ monetaria e quindi a non acquistare titoli sovrani.

DEBOLE LA CRESCITA PER TENSIONE SUI MERCATI – In generale, la crescita economica nell’area euro resta debole, anche per via delle continue tensioni sui mercati finanziari e del clima di incertezza. “Abbiamo deciso di lasciare invariati i tassi di interesse in seguito alla limatura di luglio. L’inflazione dovrebbe scendere lievemente nel corso dell’anno e resta contenuta l’espansione della situazione economica. Comunque i target di inflazione sono in linea con il 2 per cento che ci poniamo. La crescita economica resta debole perche’ ci sono tensioni sui mercati finanziari: questo ha il potenziale di incrementare il rischio di rallentamento dell’economia”. Gli indicatori economici, ha aggiunto, “puntano a una crescita ancor piu’ debole nel II trimestre e all’inizio del III trimestre, in un contesto di incertezza. L’economia dell’eurozona si riprendera’ gradualmente. Pesano le difficolta’ di rifinanziamento di alcuni stati.

RISCHI POSSIBILI – Un altro aspetto che pesera’ sara’ la disoccupazione, a sua volta influenzata dal rallentamento dell’economia globale”. I rischi, prosegue, “sono legati alle tensioni in diversi mercati finanziari. Rischi di rallentamento sono collegati anche alla crisi dei prezzi energetici nel breve termine. Sulla base dei prezzi del petrolio, prevediamo che la crescita dell’inflazione sara’ lieve nei prossimi mesi, pertanto le pressioni sui prezzi resteranno moderate. I rischi sul fronte dell’inflazione restano bilanciati nel medio termine. Il rischio principale – conclude il presidente della Bce – e’ collegato a una crescita che potrebbe essere inferiore alle attese”. In ogni caso, ha rilevato l’ex governatore di Bankitalia, i prezzi stanno scendendo piu’ in fretta delle attese ed entro la fine dell’anno, o al piu’ tardi a inizio 2013, l’inflazione dovrebbe scendere sotto il 2 per cento.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Come sempre dice Virgilio a Dante “LE TUE PAROLE SIAN CONTE”.
    Se la BCE ha trumenti concordati nel suo utilizzo per il contrasto alla speculazione , non parli li utilizzi, se non li ha non parli fa solo confusione e la speculazione gongola.
    Basta con il soffermarsi su Euro si Euro no, nussuno menche
    la speculazione ne vuole la fine , lei ha un solo obbiettivo GUADAGNARE!!!!!!.
    Non si uccide la pecora la si tosa e ci stanno tosando che è una meraviglia.
    Compagno Maurizio Molinari

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