sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

E’ morto il cardinal Martini. Testimone di Dio che credeva nell’Uomo
Pubblicato il 31-08-2012


Era considerato un propulsore dell’ecumenismo e del dialogo con le altre religioni, a cominciare dall’Ebraismo. Esperto biblista, autore di molti libri e scritti, il cardinal Martini, pur essendo uomo dalla profonda cultura aveva una profonda capacità di parlare alle folle e di attirare i giovani. Una figura aperta al cambiamento. Tutto questo è stato il cardinale Carlo Maria Martini, che si è spento oggi all’età di 85 anni. La Chiesa perde un suo uomo di fede e di progresso, in grado di volgere lo sguardo verso le istanze e i problemi più vivi della società e dell’uomo.

ENTRA A 17 ANNI NELLA COMPAGNIA DI GESU’ – Nato a Torino il 15 febbraio 1927 entra nella Compagnia di Gesù a 17 anni e qui studia filosofia e teologia. Il 13 luglio 1952 viene ordinato sacerdote a Chieri (To). Nel 1958 si laurea in teologia fondamentale alla Gregoriana di Roma, con una tesi dal titolo «Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti» e prosegue gli studi in Sacra Scrittura, perfezionandoli anche all’estero. Il 2 febbraio 1962 pronuncia la solenne professione religiosa e in questo stesso anno gli viene assegnata la cattedra di critica testuale al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Due anni dopo cura una nuova edizione del ”Novum Testamentum graece et latine” di A. Merk e diviene membro del comitato per la pubblicazione del ”The Greek New Testament”.

RETTORE DEL PONTIFICIO ISTITUTO BIBBLICO DI ROMA – È il 29 settembre 1969 quando Martini viene nominato Rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, carica che terrà fino al 1978. Sempre nel 1969 esce la seconda edizione di ”The Greek New Testament”, che costituisce la base delle 800 e più versioni del Vangelo diffuse nel mondo: padre Martini è uno dei cinque editori, l’unico cattolico. Il 18 luglio 1978 Paolo VI lo nomina Rettore Magnifico della Pontificia Università Gregoriana. E per la quaresima di quello stesso anno lo invita a predicare il ritiro quaresimale in Vaticano: sarà l’ultimo di Papa Montini.

WOJTILA LO NOMINA ARCIVESCOVO DI MILANO – Il nuovo papa, Giovanni Paolo II lo nomina il 29 dicembre 1979 alla cattedra episcopale di Milano. Il 6 gennaio 1980 viene consacrato vescovo in S. Pietro. Dopo un mese Carlo Maria Martini fa il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Milano. Nel novembre 1980 inizia l’esperienza della Scuola della Parola, le meditazioni tenute in Duomo a Milano per accostare la gente alla Scrittura secondo il metodo della lectio divina, insegnando a «leggere un testo biblico usato nella liturgia per gustarlo nella preghiera e applicarlo alla propria vita». L’iniziativa ebbe un successo crescente, attirando tantissimi giovani. Tre anni dopo il Papa lo fa cardinale, con il titolo di Santa Cecilia. Nell’ottobre 1986, durante la 160esima assemblea a Varsavia, viene nominato presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee: inizia il mandato con la Pasqua del 1987 e lo conserva fino al 1993.

UOMO DI FEDE, SPIRITUALITA’ E RIFLESSIONE – Ma il progetto del cardinal Martini è quello di riprendere gli studi biblici vivendo prevalentemente a Gerusalemme. E così fa. Come cardinale elettore, torna a Roma per il conclave 2005, che elegge papa Ratzinger. L’11 giugno 2006 riceve la Laurea honoris causa in filosofia dall’Università’ ebraica di Gerusalemme gli conferisce. Nel 2008 rientra definitivamente in Italia, stabilendosi all’Aloisianum di Gallarate, per poter curare il Parkinson. Pochi mesi fa, a marzo era uscito ”Credere e conoscere”, frutto di una conversazione avvenuta a più riprese con il chirurgo e senatore Pd Ignazio Marino: nel libro Carlo Maria Martini affrontava con coraggio una riflessione su alcuni dei temi più spinosi oggi per la Chiesa: inizio della vita umana, fecondazione artificiale e donazione degli embrioni, sessualità e omosessualità, celibato per i sacerdoti, fine vita ed eutanasia. A riprova di una vivacità intellettuale che lo ha accompagnato per tutta la sua vita.

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