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Opinioni e commenti
 

Fecondazione, la Corte europea boccia la normativa italiana
Pubblicato il 28-08-2012


La Corte europea dei diritti dell’uomo ha bocciato la legge italiana n° 40 sulla fecondazione artificiale. La sentenza concerne il ricorso presentato da una coppia di italiani – fertile, ma portatrice sana di fibrosi cistica – che si era vista negata la possibilità di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni. Pia Locatelli – ieri eletta primo presidente onorario dell’Internazionale Socialista Donne – ha commentato con l’Avanti! la sentenza di Strasburgo definendola «una bella notizia».

IL RICORSO DELLA COPPIA ALLA CORTE UE – I due giovani italiani, Rosetta Costa e Walter Pavan – dopo aver avuto nel 2006 una figlia affetta da fibrosi cistica – hanno scoperto di essere portatori sani della malattia genetica. Dopo un aborto, resosi necessario perché il feto risultava affetto dalla patologia, la coppia ha deciso di avere un figlio attraverso la fecondazione in vitro. Ma la legge 40 prevede l’accesso a questa tecnica solo alle coppie sterili o a quelle in cui l’uomo ha una malattia sessualmente trasmissibile, come l’Hiv o l’epatite B o C. I richiedenti hanno dunque invocato l’articolo 8 – il diritto al rispetto della vita privata e familiare – della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e l’articolo 14 – il divieto di discriminazione – lamentando di aver subito una discriminazione rispetto alle altre coppie.

LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA – I sette magistrati hanno definito “incoerente” la normativa nazionale che – in questo modo – ha violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare della coppia. La Corte di Strasburgo ha condannato lo Stato italiano a versare 15mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali sostenute dalla coppia. La decisione della Corte diventerà definitiva entro tre mesi se nessuna delle parti – la coppia o il governo – presenterà ricorso per ottenere una revisione davanti alla “Grande Camera” – formata dal presidente della Corte, dai vicepresidenti e da altri quattordici giudici per un totale di diciassette membri – che esamina i casi complessi.

LA DOPPIA SODDISFAZIONE DI PIA LOCATELLI – Pia Locatelli – oltre all’enorme soddisfazione per essere stata eletta, ieri, presidente onorario dell’Internazionale Socialista Donne – ha accolto la notizia dichiarando che: «La sentenza della Corte di Strasburgo smaschera l’ipocrisia. La legge 40 non solo è sbagliata, ma anche cattiva. Si tratta di temi complessi e delicati. Ho capito che dobbiamo spiegare di più e meglio, in modo quasi didattico. Non siamo stati capaci di farci capire. Ora è il momento di informare di più le persone, per renderle più libere».

Silvia Sequi

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