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Opinioni e commenti
 

Grillo-Bersani lo scontro continua e il leader di M5s fa rimpiangere il Bagaglino
Pubblicato il 28-08-2012


Se pensavamo che Grillo avesse toccato il fondo ci sbagliavamo. Basta dare un’occhiata alle bordate gratuite rivolte al segretario dei democratici in queste ore. Un botta e risposta piccato: freddure da comico di bassissima lega contro riflessioni politiche sul peso delle parole e su quanto male possano fare al Paese piuttosto che al loro primo destinatario. Dibattito che conferma Grillo “grande dittatore” nella prossemica, nell’uso dei new media per una comunicazione politica unidirezionale, antidemocratica, che nega il confronto e la trasparenza, molesto quanto pedante nel perseverare sempre nello stesso schema: frasi al vetriolo destituite di senso vengono “viralizzate” sulla Rete, facili slogan lanciati nel mare magnum del web nella speranza che abbocchino i disillusi della politica, quelli che si aggrappano a un sogno di cambiamento rivelatosi, loro malgrado, fasullo come il “milione di posti di lavoro” che il Cavaliere promise anni addietro.

LA VICENDA – Ma stiamo ai fatti. La bagarre ha preso il via a Reggio Emilia alla festa nazionale del Partito Democratico. Il segretario del Pd, in chiusura del suo discorso, si toglie un sassolino dalla scarpa attaccando i “fascisti del web”. Contro chi definisce i democratici zombie, cadaveri ambulanti. Bersani scandisce: “Vengano qui a dircelo, vengano via dalla rete. Vengano qui”. E spiega: “Si sta creando un linguaggio, e consiglio a chi sottovaluta questi dati di linguaggio, di andarsi a rileggersi un pò di storia, e in particolare i fatti del 1919…”. Le parole di Bersani hanno colto nel segno, hanno marcato la distanza che c’è tra chi fa politica democraticamente e chi no, tra chi è solito dire quello che pensa ed è aperto al confronto in dibattiti pubblici con chi la vede diversamente e chi invece si chiude a riccio. Insomma tra Bersani e Grillo.

NENCINI (PSI), PREOCCUPANTE LINGUAGGIO USATO DA GRILLO – Differenza abissale colta con prontezza dal segretario del Psi Riccardo Nencini che avverte: “Del linguaggio usato da Grillo dovremmo essere tutti preoccupati, sia chi fa politica, sia chi fa altre cose. Grillo non accetta confronti pubblici, vaticina anziché discutere, offende al riparo della rete, come un tiranno destituisce i sudditi gratificati da un incarico civico, impone ai suoi eletti, che raramente si ribellano, decisioni che invece devono essere assunte in perfetta autonomia amministrativa”.

GRILLO CI FA RIMPIANGERE IL BAGAGLINO – Come da copione, il leader del Movimento 5 Stelle ribatte alla replica del segretario Bersani con una battutaccia da comico alle prime armi: “Fassissti! Fassissti del web” scrive il leader M5s sul suo blog. Grillo evita il merito della questione per fare della facile ironia sulla “s” arrotata del segretario emiliano. Roba da fare accapponare la pelle al peggior cabarettista sbronzo, nessun’idea critica, altro che satira al vetriolo. Si fa ricorso alla caricatura, alla macchietta, all’affondo facile facile in perfetto stile Bagaglino. Il politico con la gobba, quello con occhiali dalle lenti troppo spesse e quello che parla con una spiccata inflessione dialettale. Quasi quasi rimpiangiamo il Grillo che per vent’anni ha fatto il comico “dichiarato” in tv. Almeno al tempo aveva qualche idea valida e qualche risata la strappava. Adesso invece dobbiamo sorbirci la caricatura di se stesso.

ALLA FACCIA DELLA DEMOCRAZIA DEL WEB – Niente di più vecchio sotto il sole, niente di più deprimente da colui che continua a vendere fumo ai suoi seguaci, invasati del “cambiamento che non verrà” ai quali si promette democrazia e poi si nega alcun confronto interno e soprattutto esterno. Dove sono finiti i due pilastri del movimento messo in piedi da Grillo, la tanto sbandierata democrazia dal basso e la trasparenza? Fanno da facciata al marcio costruito ad arte: vietato confrontarsi con altri partiti, vietato rilasciare interviste a chicchessia, vietato concedersi in un dibattito pubblico. La comunicazione codarda di Grillo è unidirezionale, dall’alto verso il basso, senza diritto di replica: insomma è la negazione della Rete. E della politica.

Lucio Filipponio

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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