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Opinioni e commenti
 

Ilva: al via il vertice, corteo non autorizzato. Le indagini GdF, possibili tangenti a funzionari pubblici per truccare i controlli
Pubblicato il 17-08-2012


«Oggi lavoriamo, poi alla fine rendiamo conto». Queste le pochissime battute del ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, appena giunto nella sede della Prefettura di Taranto dove a breve, anche alla presenza del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si svolgerà un vertice sulla questione Ilva. La città è blindata, soprattutto il palazzo del Governo, sede della prefettura, dove si terrà il vertice. Un corteo simbolico sta percorrendo poche decine di metri sulla centrale via D’Aquino: la manifestazione è organizzata dai tantissimi che partecipavano all’assemblea in piazza Immacolata. Nonostante il divieto della questura, i manifestanti continuano il corteo anche dopo l’inizio del vertice in prefettura con i ministri. Al corteo – composto da qualche migliaio di persone – non sarà consentito superare piazza della Vittoria dai carabinieri schierati in assetto antisommossa.

TANGENTI PER TRUCCARE I CONTROLLI, E’ BUFERA – Scoppia la bufera dopo le indiscrezioni in merito all’inchiesta della Guardia di Finanza sul presunto giro di corruzione e tangenti che coinvolge quadri dell’Ilva, politici e funzionari pubblici. Si tratterebbe di una quindicina di indagati nell’ambito dell’inchiesta sui controlli ambientali nell’acciaieria. E’ l’altro fronte giudiziario, oltre a quello sull’inquinamento da parte del siderurgico, avviato dalla Procura tarantina e ruoterebbe intorno al ruolo di un ex consulente dell’Ilva, Girolamo Archinà, mandato via da Ferrante nei giorni scorsi, e membri della stessa famiglia Riva in giro di corruzione e tangenti. Questi avrebbero cercato di orientare a proprio favore le ispezioni e le relazioni delle pubbliche amministrazioni. Archina’ appare nelle riprese di una telecamera a circuito chiuso di un autogrill mentre passa una busta, che presumibilmente contiene denaro, a Lorenzo Liberti, perito nominato dalla Procura con il compito di effettuare le verifiche.

PADOAN (OCSE), UN’OCCASIONE DI RIFLESSIONE PER L’ITALIA – Per il capoeconomista e vicesegretario generale dell’Ocse, Piercarlo Padoan, la vicenda dell’Ilva può rappresentare un momento di riflessione per l’Italia per puntare con più forza verso nuove tecnologie “verdi”. «I legami tra crescita, sviluppo, ambiente e salute sono importantissimi, l’Ocse si sta impegnando per identificare strategie di sviluppo in cui crescita equità sociale e sostenibilità ambientale siano tra loro compatibili, questo significa davvero ripensare il paradigma della politica economica», ha detto Padoan. Sulla vicenda dell’Ilva «la questione ambientale – conclude – è anche una questione in gran parte di tecnologie verdi contro tecnologie sporche, è possibile una transizione verso queste nuove tecnologie, ha dei costi ma può essere gestita, e io credo che un paese avanzato come l’Italia sia in grado di porsi questa prospettiva».

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