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Opinioni e commenti
 

Ilva: il gip conferma l’arresto degli impianti e revoca la nomina di Ferrante come curatore. Ma il governo non ci sta
Pubblicato il 13-08-2012


Sale nuovamente la tensione sulla delicata situazione dell’Ilva. E sembra essere diventato un duello tra magistratura e azienda che rischia ora di trasformarsi in uno scontro istituzionale tra magistratura e governo. La decisione di sabato scorso del gip Patrizia Todisco – di confermare il sequestro degli impianti dell’acciaieria di Taranto e di revocare l’incarico di curatore e amministratore del presidente, l’ex prefetto Bruno Ferrante, per «palese conflitto di interessi» – ha infatti provocato un intervento deciso da parte dell’esecutivo. Al posto di Ferrante è stato nominato Mario Tagarelli, presidente dell’ordine dei commercialisti di Taranto. Nel frattempo, secondo i dati emersi dallo studio “Sentieri”, il rischio d’incidenza dei tumori del sito dell’Ilva è maggiore del 15%.

LE REAZIONI DEL GOVERNO – Alla decisione del gip, il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera ha dichiarato che «è assolutamente necessario evitare la chiusura e lo spegnimento degli impianti, cosa che causerebbe danni irreparabili. Nulla sarà lasciato intentato. Risanamento ambientale, produzione sostenibile e lavoro devono essere gli elementi portanti di una strategia unitaria». Corrado Clini, ministro dell’Ambiente ha fatto notare che «in base alle leggi nazionali ed europee chi decide sulla compatibilità ambientale di questi impianti è l’amministrazione, in questo caso il ministero dell’Ambiente, e non la magistratura». Sulla revoca a Ferrante, come custode ed amministratore (compito affidatogli dal Tribunale del Riesame, N.d.R.), Clini sostiene che l’incarico era «assolutamente coerente col lavoro avviato dal ministero e dalla Regione. Nel momento in cui il presidente dell’Ilva ha questa responsabilità – ha poi concluso Clini – è la stessa Ilva che ha la responsabilità di avviare il risanamento dell’impianto». Inoltre, secondo fonti del ministero della Giustizia, Paola Severino, responsabile del dicastero, chiederà l’acquisizione dei due provvedimenti, acquisizione motivata dalla necessità di una valutazione degli atti per quanto è di competenza del Guardasigilli.

LE DICHIARAZIONI DAL MONDO POLITICO – Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha dichiarato che: «E’ indispensabile che il governo, con tutti gli strumenti formali e informali che ha, faccia chiarezza sulla situazione dell’Ilva di Taranto. Bisogna essere consapevoli che la confusione attorno al più grande stabilimento siderurgico d’Europa farà presto il giro del mondo». Già sabato, Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, aveva definito il provvedimento del gip «irrituale e parecchio preoccupante». Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini ha ricordato che: «L’autonomia della magistratura è un principio che va difeso e che sempre abbiamo difeso» ammonendo però che «il protagonismo di certi magistrati di dubbia competenza fa più male alla credibilità della magistratura di tanti suoi incalliti denigratori».

LO STUDIO “SENTIERI” – Lo studio epidemiologico nazionale dei territori e insediamenti esposti a rischio inquinamento – che riguarda l’analisi della mortalità delle popolazioni residenti in prossimità di una serie di grandi centri industriali attivi o dismessi, o di aree oggetto di smaltimento di rifiuti industriali e/o pericolosi – sarà presentato al ministero della Salute a metà settembre. Nei prossimi giorni, il responsabile del dicastero, Renato Balduzzi, riceverà nuovi dati preliminari di un altro studio sul rischio, elaborati dal CCM, il Centro per il controllo delle malattie.

Silvia Sequi

 

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