venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva, il presidente Ferrante promette 146 milioni per la bonifica e ribadisce: «Mai stati fuorilegge»
Pubblicato il 18-08-2012


In una Taranto blindata, si è svolto ieri il vertice con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell’Ambiente, Corrado Clini, il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante e gli Enti locali. «Ilva si accinge a investire 146 milioni per l’ambiente: 90 milioni sono già stati finanziati e 56 verranno messi in campo», ha reso noto Ferrante, durante la conferenza stampa alla Prefettura di Taranto, al termine del vertice istituzionale. Sul video diffuso dalla Procura – che immortala un perito durante un presumibile atto di corruzione da parte alcuni dirigenti dell’Ilva – il numero uno dell’acciaieria ha ribadito che: «Non siamo fuori legge. La legge l’abbiamo sempre osservata e rispettata». Il governatore della Regione Puglia ha assicurato che: «Il Governo non ricorrerà alla Consulta».

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ILVA – Bruno Ferrante ha dichiarato di accogliere «con favore l’iniziativa del ministro Clini di aprire subito un tavolo per la nuova procedura Aia (l’autorizzazione integrata ambientale, N.d.R.)», aggiungendo che la prima riunione «si terrà già lunedì a Roma», poiché vi è «l’impegno a velocizzare al massimo le procedure». Ferrante ha poi spiegato che: «Non si può chiedere a un’azienda di investire se poi si preclude la possibilità di futuro». Il presidente dell’acciaieria ha inoltre reso noto che «l’Ilva non ha mai distribuito dividendi tra i soci, ma ha investito per l’efficienza e l’ambiente», ricordando che l’acciaieria «ha investito 4 miliardi e mezzo di cui 1 miliardo e 100 milioni per l’ambiente». In merito alla produzione dell’azienda, Ferrante ha affermato che «l’Ilva anche in questi giorni, sta continuando a produrre. Ma lo sta facendo ‘‘al minimo’’, non per l’autorità giudiziaria, ma perché il mercato ci richiede quella quantità di prodotto».

I COMMENTI DEI MINISTRI CLINI E PASSERA E DEL GOVERNATORE VENDOLA – Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha parlato di approccio europeo, poiché per la prima volta l’Ilva ha accettato di lavorare adottando le disposizioni europee, spiegando che il contesto dell’Ue «prevede la riduzione delle emissioni fino ad azzerarle». Clini ha inoltre reso noto che «il governo – con la Regione Puglia e gli Enti locali – si occuperà della bonifica delle aeree limitrofe all’acciaieria». Corrado Passera, responsabile dello Sviluppo economico, ha spiegato che c’è ancora molto da fare e auspica che «non vengano prese decisioni che siano irrimediabili nelle loro conseguenze», e che quindi si debba tentare tutto pur di scongiurare uno spegnimento degli impianti che provocherebbe un «costo sociale» alla città di Taranto e al Paese. Passera ha poi voluto chiarire che «la collaborazione con la magistratura è e sarà totale». «Il Governo ha dismesso l’intenzione di proseguire lungo la strada del conflitto di attribuzione con la magistratura: mi sembra questa una prova di saggezza», ha commentato il governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, al termine del vertice. «La novità di oggi – ha poi sottolineato – è l’indicazione del termine di chiusura dell’Aia e che verrà chiusa entro il 30 settembre, secondo l’impegno del ministro». Vendola ha poi espresso la speranza perché l’esecutivo possa fare ora «uno sforzo supplementare», mettendo «in campo più risorse» per il recupero e la bonifica dell’area dell’Ilva di Taranto.

LE REAZIONI DOPO IL VERTICE ISTITUZIONALE – Il vicepresidente di Legambiente, Stefano Ciafani, ha affermato che: «Per rispondere alle richieste della Magistratura è urgente che il governo imponga il radicale ammodernamento degli impianti dell’Ilva e acceleri l’iter per una nuova e rigorosa Aia. É assurdo che per farlo si attenda un mese e mezzo». Ciafani inoltre auspica «un segnale importante di discontinuità» che si concretizzerebbe qualora Dario Ticali rimettesse «il suo mandato da presidente della commissione Aia nelle mani del Ministro dell’Ambiente». Il leader Fim, Beppe Farina ha definito «molto positivo per l’Ilva e la città di Taranto» l’incontro di ieri, aggiungendo che «c’è la volontà di tutti i soggetti interessati a rendere possibile la continuità produttiva e il risanamento ambientale».

Silvia Sequi

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