mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

ILVA: SCIOPERO GENERALE AD ALTA TENSIONE TRA CHI PREFERISCE MORIRE DI FAME E CHI DI TUMORE
Pubblicato il 02-08-2012


La ciminiera del Sud Italia sta per espolodere. A Taranto si è celebrato oggi in piazza lo scontro cinico tra chi manifesta per il diritto al lavoro e chi per quello alla salute, tra sindacati svestiti di autorevolezza e lavoratori a rischio, tra il morire per tumore da intossicazione chimica e il morire di fame. Ed ecco che la tensione irrompe da subito tra le fila dei manifestanti intervenuti alla sciopero generale. Lancio di uova e fumogeni, il corteo organizzato dai sindacati viene bloccato dall’incursione di alcuni gruppi appartenenti ai Cobas e ai centri sociali che hanno lanciato cori di protesta, interrompendo l’intervento sul palco del leader nazionale della Fiom, Maurizio Landini. “Taranto libera”, “Vergognatevi” sono alcuni degli slogan gridati da circa un centinaio di contestatori. Dopo circa un’ora la situazione è tornata alla normalità e sono ripresi gli interventi sul palco.

LE PROTESTE DEI CONTESTATORI – “Taranto libera”, “Vergognatevi” sono alcuni degli slogan gridati da circa un centinaio di contestatori che hanno interrotto la manifestazione, criticando il ruolo che i sindacati hanno avuto negli ultimi anni in merito all’intera vicenda Ilva cui hanno dedicato un coro di protesta “La rovina dell’Italia siete voi”. “No ai ricatti, Todisco non fermarti” si legge in uno striscione esposto riferito al giudice d’istanza preliminare di Taranto che lo scorso sabato ha disposto il sequestro senza facoltà d’uso dell’industria siderurgica. I contestatori, oltre a criticare le organizzazioni sindacali, ritengono necessaria la chisuura immediata dello stabilimento per interromperere la diffusione di inquinanti.

GLI INTERVENTI DEI SEGRETARI SINDACALI – «Le contestazioni alla manifestazione per l’Ilva sono frutto di un gruppo minoritario che ha scelto di far vedere che esiste, cercando di far diventare altri lavoratori come loro controparte» ha dichiarato il leader nazionale della Fiom, Maurizio Landini. Susanna Camusso, leader della Cgil, ha attaccato affermando che: «Non è giusto e non è legittimo impedire lo svolgimento di una manifestazione» aggiungendo «non si risana l’impianto siderurgico chiudendolo perché così ci si mette una croce sopra». «La chiusura dell’Ilva farebbe di Taranto un deserto, e anche inquinato, e questo non è accettabile» ha affermato dal palco il segretario generale della Uil Luigi Angeletti per il quale non sarà accettata alcuna ragione «che l’Ilva chiuda». Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha ricordato che il sindacato è a Taranto per «sostenere i lavoratori e una città intera di fronte ad una prova davvero difficile che dobbiamo assolutamente superare perchè inconcepibile pensare alla sparizione delle produzioni di acciaio qui».

Silvia Sequi

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