È un dossier choc quello presentato dall’Inail sullo stabilimento Ilva di Taranto, sottoposto a sequestro senza facoltà d’uso dalla magistratura sabato scorso: 1.500 malattie professionalmente denunciate, di cui 458 indennizzate tra il 2000 e il 2010. In merito all’esposizione all’amianto, le indagini condotte dalla Contarp dell’Inail (la Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) negli anni 1996-2000, gli accertamenti presuntivi hanno riconosciuto come il 30% dei lavoratori impegnati nei reparti produttivi siano stati maggiormente esposti. Nel frattempo a temere per il proprio lavoro sono 5.000 operai dell’acciaieria.
LA MORTALITÀ RILEVATA NELLA POPOLAZIONE DEL SITO DI TARANTO – Nella popolazione residente nel sito di Taranto si sono osservati «eccessi significativi di mortalità per tutte le cause e per il complesso delle patologie tumorali, per singoli tumori e per importanti patologie non tumorali, quali le malattie del sistema circolatorio, del sistema respiratorio e dell’apparato digerente, prefigurando quindi un quadro di mortalità molto critico» è quanto emerso dal progetto “Sentieri”, lo studio epidemiologico nazionale dei territori e insediamenti esposti a rischio inquinamento che riguarda l’analisi della mortalità delle popolazioni residenti in prossimità di una serie di grandi centri industriali attivi o dismessi, o di aree oggetto di smaltimento di rifiuti industriali e/o pericolosi. Sempre secondo lo stesso studio – coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Organizzazione mondiale della Sanità – «gli incrementi della mortalità osservata, rispetto a quella attesa, interessano in modo rilevante anche la popolazione femminile, oltre a quella maschile».
LA MANIFESTAZIONE DI OGGI DEI LAVORATORI - Questa mattina è prevista in piazza la mobilitazione generale che vedrà la presenza dei sindacati confederali e dei lavoratori del siderurgico. Alla mobilitazione parteciperanno Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Susanna Camusso.
IL COMMENTO DEL MINISTRO FORNERO - Il ministro del Lavoro Elsa Fornero in un intervento al “Cortona Mix Festival” ha dichiarato che: «Non possiamo cancellare l’Ilva come se fosse niente perchè forse continua ad inquinare ambiente ed acqua. Dobbiamo avere risposte scientifiche», aggiungendo però che «la magistratura deve fare il suo corso» e l’esecutivo deve mantenere l’equilibrio «tra l’esigenze delle persone, dei lavoratori, e la necessità di preservare l’ambiente – ha poi continuato – ma non possiamo non ricordarci che l’Ilva e Taranto erano il sogno del Mezzogiorno, dell’industrializzazione che non era più solo al nord, ma anche al sud».
Silvia Sequi


