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Opinioni e commenti
 

Inflazione sotto controllo, più margini di manovra per Draghi
Pubblicato il 18-08-2012


Eurostat ha recentemente pubblicato le statistiche riguardanti l’andamento dell’inflazione in Europa. Nei diciassette Paesi dell’Eurozona l’inflazione annuale registrata a luglio 2012 si è confermata  al 2,4 percento, stabile rispetto al mese precedente. Nell’Europa dei Ventisette, che include anche i Paesi che non adottano l’Euro, l’inflazione annuale registrata a luglio è stata pari al 2,5 percento, anch’essa stabile rispetto al mese precedente. Tornando all’area Euro, ad incidere sull’inflazione sono stati soprattutto alcol e tabacco, con una crescita dei prezzi del 4,7 percento, la spesa per la casa +3,8 percento ed il settore trasporti, in cui i prezzi sono lievitati del 3,2 percento. A registrare i maggiori aumenti sono stati i carburanti, ma anche l’elettricità e il gas. Di contro, nel settore telecomunicazioni e nel settore automobilistico si è addirittura registrata una diminuzione dei prezzi.

L’INFLAZIONE NELL’EUROZONA – Interessante il dato relativo all’andamento dell’inflazione nei vari Paesi dell’Eurozona. Notiamo infatti che a fronte di una media europea del 2,4 percento, le maggiori spinte inflattive si sono avute a Malta con un 4,2 percento e le minori in Grecia, dove, complice anche l’andamento complessivo dell’economia, l’inflazione annuale nel mese di luglio si è fermata allo 0,9 percento. L’Italia, con un’inflazione al 3,6 percento si colloca nella fascia alta europea, anche se l’inflazione si conferma stabile negli ultimi mesi.

BCE E TITOLI DI STATO – Importante rilevare che l’andamento dell’inflazione annuale, registrata mese dopo mese, si è mantenuta stabile negli ultimi tre mesi, nonostante gli interventi della Banca Centrale Europea a sostegno dei Titoli di Stato dei Paesi in difficoltà. Infatti, l’inflazione si è mantenuta stabile non soltanto nei Paesi periferici – quali Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia che hanno beneficiato dell’aiuto della BCE –  ma anche per i Paesi cosiddetti virtuosi. In Germania, ad esempio, l’inflazione si è confermata stabile intorno al 2 percento, così come pure in Olanda e Finlandia, dove l’inflazione viaggia rispettivamente intorno al 2,6 e al 3 percento.

I FALCHI TEDESCHI E LA CRISI – Insomma, i pesanti interventi del Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che nelle scorse settimane, tramite operazioni di acquisto di Titoli di Stato o di rifinanziamento del settore bancario, hanno iniettato, seppur a termine, notevole liquidità nel sistema, non si sono al momento ripercossi in un aumento generalizzato dell’inflazione nell’Eurozona. Questo è in prospettiva un bene, in quanto le statistiche diffuse da Eurostat dovrebbero consentire un maggior margine di manovra  a Draghi, che potrebbe così avere qualche argomentazione in più contro i puristi monetari, in particolar modo i falchi tedeschi, che osteggiano un intervento più  attivo e dinamico della Banca Centrale Europea a difesa della moneta unica.

Alfonso Siano

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