mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Istat: Pil in calo costante, siamo in recessione
Pubblicato il 07-08-2012


Siamo in recessione. Ad ufficializzare il dato drammatico è l’Istat secondo il quale il Pil (Prodotto interno lordo) italiano continua a calare: nel secondo trimestre il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, si è ridotto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2011, segnando il calo peggiore dalla fine del 2009. La stima preliminare è stata elaborata dall’Istat, l’istituto nazionale di statistica, che conferma dunque la fase di recessione che sta attraversando l’economia del nostro Paese dopo tre trimestri con il segno negativo.

IL CALO CONGIUNTURALE DEL PIL – Il calo congiunturale del Pil nel secondo trimestre del 2012 “è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi” spiega l’Istat, aggiungendo che il secondo trimestre del 2012 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una in meno rispetto al secondo trimestre del 2011. Per il quarto trimestre consecutivo c’è quindi una dinamica negativa a livello congiunturale.

VERSO IL BASSO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE Negativi anche i dati sulla produzione industriale che a giugno è diminuita dell’1,4% rispetto a maggio e dell’8,2% rispetto a giugno 2011. Tutti i comparti della produzione industriale, nel mese di giugno, hanno subito una flessione negativa. Il settore della produzione delle automobili è crollato, registrando una contrazione del 22,5% rispetto a giugno del 2011, mentre nel semestre la diminuzione tendenziale è stato del 20,1%.

LA DIMINUZIONE DEI BENI INTERMEDI – L’Istat ha rilevato che la riduzione più rilevante è quella relativa al raggruppamento dei beni intermedi, pari a – 10,2%. L’istituto ha inoltre registrato anche altri cali significativi che riguardano i beni di consumo (-8,0%) e i beni strumentali (-7,5%).

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