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Opinioni e commenti
 

L. elettorale: Pd e Pdl presentano le bozze. Vizzini (Psi), scommetto che non si voterà col Porcellum
Pubblicato il 02-08-2012


Riprende il dialogo nella maggioranza ‘Abc’ sulla riforma della legge elettorale e i partiti d’opposizione, Lega e Idv, sospettano “l’inciucio” per tagliare fuori “i piccoli”. Al termine della seduta di ieri del Comitato ristretto della commissione Affari costituzionali sul tavolo della trattativa c’erano due bozze: quella a firma Gaetano Quagliariello, fatta propria dal relatore del Pdl Lucio Malan e quella, appoggiata dal partito di Pierluigi Bersani, messa a punto dall’altro relatore Enzo Bianco (Pd).

L’UDC APPREZZA IL “SALTO POLITICO” – L’Udc, messe in tasca le due proposte, con il capogruppo a Palazzo Madama Gianpiero D’Alia, spiega “di riservarsi il giudizio tecnico dopo averle lette attentamente” ma di “apprezzare” il “salto politico” della trattativa tra i due maggiori partiti “proponendo entrambi una nuova soluzione” che vada oltre le posizioni originarie. “Siamo soddisfatti – aggiunge D’Alia – valuteremo quale delle due posizioni sia la soluzione migliore ma intanto entrambe hanno il vantaggio di andare oltre le posizioni originarie”.

I PUNTI DELLO SCONTRO – Le distanze però, nessuno lo nega, sui punti fondamentali (preferenze o collegi; premio al partito o alla coalizione; entità del premio di governabilità) restano. Tanto che Roberto Calderoli (Leg) esce tuonando: “Oggi siamo alle comiche. Quagliariello ha presentato un testo che però non rappresenta il Pdl ma ha detto che è solo un testo di servizio. Bianco ha portato un testo che però non e’ rappresentativo del Pd. I due testi viaggiano su piani di divergenze non parallele. Le distanze restano assolutamente immutate e quindi abbiamo un tavolo, abbiamo le gambe di un tavolo, ma non si vede spuntare alcunché. Se questo è l’esito Dio ce ne scampi”.

L’IDV NON CI STA E GRIDA ALL’INGANNO – Per l’Idv parla Pancho Pardi. “D’ora in poi – dice- mi metterò a studiare il problema fondamentale che pongono le due proposte: quanti seggi vogliono raccattare i due partiti maggiori a danno dei più piccoli? L’intesa Abc e’ fatta apposta per garantire ai partiti più grandi il maggiora numero di seggi. Studierò per capire dove sta il trucco”.

LE PROPOSTE DI PDL E PD – La proposta Quagliariello sulla legge elettorale, depositata ieri e assegnata oggi alla commissione, prevede: un premio di governabilità del 10 per cento al primo partito; 2/3 degli eletti scelti con le preferenze e un terzo con listini bloccati con una clausola che garantisce che garantisce la parità di genere; soglia di sbarramento nazionale al 5 per cento, o al 10 per cento in almeno tre circoscrizioni; distribuzione dei seggi attraverso il metodo proporzionale a livello di circoscrizione. La proposta Bianco non e’ un articolato ma, come spiega lui “i punti qualificanti di una bozza di legge” che “non e’ la proposta ufficiale del Pd, che resta per il doppio turno alla francese, ma ha tenuto conto del dibattito che si e’ sviluppato in commissione”. Essa prevede il 50% dei seggi assegnati in collegi uninominali (il piu’ votato viene eletto); il 35% (circa 1/3) nei listini (bloccati) circoscrizionali (o ai migliori perdenti se insufficienti); il premio di maggioranza al 15 per cento al primo partito o, se il partito si apparenta con altre liste, alla coalizione; una soglia unica di sbarramento nazionale al 5 per cento per le liste che si presentino apparentate o da sole e si recuperano le liste che pur non avendo superato la soglia nazionale abbiano conseguito almeno l’8 per cento in cinque circoscrizioni regionali.

I COMMENTI A CALDO DI BIANCO (PD) E QUAGLIARIELLO (PDL) – Bianco ammette: “Le differenze restano ma ora c’e’ la disponibilita’ per arrivare a un accordo, per realizzare quel ‘miracolo laico’ in cui ho sempre creduto. Dalle due bozze possiamo trovare una sintesi. Torneremo a vederci la prossima settimana per capire se puo’ esserci un ulteriore avvicinamento. Se non ci sarà non avrà senso incontrarci ancora”. Insomma, per Bianco “c’e’ la volontà di andare a un’intesa ma con prudenza” viste le differenze che ancora restano sui nodi principali e quindi “la prossima settimana servirà a capire se ci saranno dei progressi” per continuare a vedersi oltre la prima settimana di agosto. E Quagliariello sintetizza: “Dalla riunione di oggi e’ emerso che c’e’ un accordo ampio su 5 punti: metodo proporzionale; 2/3 di eletti scelti dagli elettori e 1/3 con liste bloccate; 26 circoscrizioni più la Valle d’Aosta con metodo d’Hondt; 5 per cento la soglia di sbarramento; premio di governabilità. Poi ci sono tre punti su cui permangono le differenze: preferenze/collegi; entità del premio; premio al partito o alla coalizione. Oggi abbiamo dimostrato che la presentazione del nostro ddl non era di ostacolo al dialogo ma una spinta per trovare un’intesa”.

VIZZINI (PSI), PRONTO A SCOMMETTERE CHE NON SI VOTERA’ COL PORCELLUM – Vizzini spiega che “attende di sapere quale sarà il calendario d’aula” al Senato “prima di procedere a ulteriori convocazioni” del Comitato ristretto sulla legge regionale. Però, aggiunge, “oggi sicuramente un passo avanti lo abbiamo fatto e forse nel mese di agosto avremo modo di rivederci già nella prima parte dell’ultima decade”, ossia dopo il 20 del prossimo mese. “Io sono pronto a scommettere- conclude il presidente della commissione Affari costituzionali che alle prossime politiche non andremo a votare con il porcellum. Oggi c’e’ stata un’intesa sul metodo, rispetto agli scorsi incontri se qualcuno scrivesse che sulla legge elettorale siamo ancora allo stallo vuol dire che ci vuole veramente male”.

RUTELLI (API), BENE IL METODO, CRITICO SU PREMIO MAGGIORANZA – Per Francesco Rutelli (Api) “entrambe le due proposte” del Pd e del Pdl “sono apprezzabili ed e’ apprezzabile il metodo” anche se resta “critico su un premio di maggioranza che avrebbe l’effetto di favorire troppo i partiti maggiori”. Luigi Zanda (Pd) oggi vede “il bicchiere mezzo pieno. Ci sono sul tavolo- sottolinea- due posizioni che non c’erano fino a pochi giorni fa e che vogliono indicare che c’e’ flessibilita’ da parte dei due partiti piu’ consistenti in modo da arrivare nel tempo piui breve possibile a un accordo”. Sia Pdl che Pd, continua il vice presidente dei democratici “sono d’accordo sul premio di governabilita’. Rimane pero’ ancora una differenza, che non va sottovalutata, tra collegi uninominali e preferenze”. E a chi gli chiede de il Pd appoggia la proposta del relatore, Zanda risponde: “Bianco e’ un senatore del Pd ed e’ il relatore per il Pd, pensate che la sua proposta non abbia a che fare con il Pd?”.

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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