sabato, 19 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La caduta di Rajoy e quel cambiamento chiamato primarie
Pubblicato il 13-08-2012


Gli spagnoli sono sempre più pessimisti riguardo una possibile soluzione alla crisi. Ne è l’esempio la crescente sfiducia nel governo del Partido Popular nel risolvere i problemi. Il PP del premier Rajoy ha vinto le elezioni il 20 novembre con il 44,6% dei voti. Se le elezioni si dovessero tenere oggi, il partito che ha messo all’angolo il PSOE otterrebbe otto punti in meno, come il barometro del Centro per la ricerca sociologica (CIS) ha reso noto. Si tratta di un’indagine fatta tra il 2 e 10 luglio, solo il giorno prima il presidente Mariano Rajoy, aveva dato annuncio della più dura finanziaria della storia democratica spagnola, con l’adozione di misure economiche mai annunciate nel programma di governo come l’aumento dell’IVA, tagli al personale pubblico e riduzione delle indennità di disoccupazione.

LA CADUTA DI RAJOY – Rajoy è il presidente che ha iniziato il suo mandato con il Paese nella peggiore delle circostanze economiche, quella del suo esecutivo è la luna di miele più breve tra gli spagnoli e un governo eletto. La caduta di Rajoy nei sondaggi è paragonabile solo a quella di Jose Luis Rodriguez Zapatero nel 2008, quando la crisi è diventata evidente. Anche se allora, il calo di popolarità del capo del governo era“solo” del  4%. Il crollo del PP ha lasciato ai socialisti di Rubalcaba la possibilità di rialzare la testa, un PSOE bastonato nel novembre con il 28,7% degli elettori a quasi 16 punti dai popolari. Oggi, tale vantaggio sarebbe ridotto ma non trova l’entusiasmo degli spagnoli ancora incerti nel dare la fiducia ad Alfredo Perez Rubalcaba l’ottantatre percento degli intervistati ha dichiarato di avere poca o nessuna fiducia nel numero uno del PSOE.

IL CAMBIAMENTO CHIAMATO PRIMARIE – Dalle prime dichiarazioni dei leader regionali socialisti come Ximo Puig (Valencia) e il sindaco di Toledo Emiliano García-Page (segretario regionale di Castilla la Mancha) si prospetta un cambio di leadership nazionale, almeno in vista delle prossime, forse anticipate, elezioni politiche. Un cambio fondato sulle primarie aperte ai cittadini, una votazione nella quale potranno partecipare tutti “i cittadini progressisti” che desiderano farlo, non solo i militanti socialisti.La scelta del candidato, o della candidata alla Presidenza del governo per il Partito Socialista Operaio Spagnolo secondo Puig, “sarà su progetti politici che vanno più in la del leader. Non credo in partiti calvinisti, non credo in partiti personalisti che declinano le scelte politiche al singolare. Le primarie devono avvicinare i cittadini alla partecipazione, e non deve essere un coinvolgimento strumentale ma fondamentale per il progetto progressista che difendiamo

DA DOVE RIPARTIRE – l PSOE deve migliorare e molto nei sondaggi e fare autocritica, un esame sui propri errori che ancora non ha fatto, con l’obiettivo di pianificare una vera alternativa al governo del PP.Bisogna rianimare la struttura dall’interno si uniscono cosi le voci dei segretari regionali che durante l’ultimo congresso si schierarono a favore di Carme Chacon alla guida del PSOE.Oggi la guida dell’opposizione politica al governo e del PSOE è in mano di Rubalcaba, spiega il sindaco di Toledo Emiliano García-Page, ma Carme Chacon è ancora la candidata ideale.”

LE DIFFICOLTA’ DI RUBALCABA – Dal fronte dei Rubalcabiani non sono arrivati commenti al disastroso sondaggio che una volta di più ha evidenziato le difficoltà di Rubalcaba, se non quello della numero due del PSOE Elena Valenciano, che ha precisato in una intervista radiofonica che “la crisi interna tra Rubalcaba e Chacon è chiusa. Con quello che sta succedendo in Spagna non è tempo per queste sciocchezze.” C’è ancora “mucho PSOE por hacer”, molto PSOE da fare, si leggeva nel programma della Chacon, e non aveva tutti torti.

Sara Pasquot

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Grazie a Sara Pasquot i lettori dell’Avantionline ricevono informazioni più puntuali della media degli italiani, che vedono solo la televisione o i grandi giornali ovvero non conoscono lo spagolo. La disinformazione sullo scenario internazionale è una costante, ma credo che sia aggravata dal servilismo particolarmente acuto nei confronti di Monti e del suo governo. Non dimentichiamo che Rajoy è il principale alleato europeo e se va a gambe aLL’ARIA CI SARà UN RIFLESSO ITALIANO. In Spagna abbiamo sperimentato i guasti di una lotta a sinistra che privilegiava i risultati di partito rispetto a quelli degli interessi popolari..Significativo che l’aumento di consensi a IZQUIERDA UNIDA non recuperava i voti persi dal PSOE e che il settarismo abbia consegnato al PP un potere mai visto alle elezioni autonomiche e municipali, che hanno favorito la vittoria alle politiche della destra. Solo con le elezioni di Andalusiasi è cominciato a capire che era meglio cambiare indirizo. Altro insegnamento i movimenti di protesta q per qunrto ampi se non hanno dietro un progetto politico falliscono, Gli “indignados” ne sono un esempio che però non servirà di lezione a nessuno Grillo, IdV, ALBA lo testimonieranno. .Ultima lezione è che non basta essere il primo partito per pensare di poter fare da soli, per di più su una linea confusa. Il PD avrebbe molto da imparare dalle vicende del PSOE

Lascia un commento