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Opinioni e commenti
 

La marcia dei siriani: oltre 2.500 fuggiti in Turchia nella notte. I ribelli, scarseggiano le munizioni
Pubblicato il 10-08-2012


Più di 2.500 siriani sono fuggiti verso la Turchia passando la frontiera nella notte tra giovedì e venerdì, nel momento in cui le violenze si aggravano e lacerano il loro Paese. Lo ha dichiarato un responsabile di Ankara. Gli ultimi arrivi hanno portato a circa 53mila il numero dei rifugiati siriani presenti in Turchia, come ha annunciato il responsabile del servizio turco delle situazioni d’emergenza e delle catastrofi naturali. Il flusso dalla Siria è continuo, malgrado le misure di sicurezza alla frontiera rallentino gli ingressi. Secondo gli organi di informazione turchi, 3mila rifugiati attendono al confine per mancanza di posto nei campi profughi in Turchia. Ma il responsabile di Ankara ha smentito queste notizie e ha affermato che altri due campi nelle province di Sanliurfa e Gaziantep, vicine alla frontiera siriana, sono pronti a ospitare i rifugiati.

PROVE DI DIALOGO INTERNAZIONALE – I rappresentanti di 29 Paesi riuniti a Teheran hanno chiesto apertura di un «dialogo nazionale» tra l’opposizione e il Governo siriano per mettere fine al conflitto.  Alla conferenza organizzata dall’Iran hanno partecipato tutti i Paesi che in modo più o meno diretto non condividono la strategia adottata dai Paesi occidentali e dagli Stati del Golfo, come Russia, Cina, Pakistan e Iraq. Il ministro degli Esteri iraniano, Ali Alkbar Salehi, ha affermato che «buona parte dell’opposizione siriana ha accettato di partecipare al dialogo con il Governo siriano a Teheran senza condizioni preliminari».

DOMANI MINISTRO ESTERI TURCO INCONTRA HILLARY CLINTON – La Turchia starebbe preparando un attacco oltre la frontiera siriana, per contrastare il nuovo ‘fronte curdo’ che si sta organizzando nel Nord della Siria. Lo scrive il quotidiano Cumhuriyet, uno dei principali giornali di opposizione, secondo cui è più probabile che Ankara opti per un intervento di terra piuttosto che per incursioni aeree. Secondo il quotidiano, peraltro, il governo potrebbe lanciare l’operazione senza passare per il parlamento. Questo violerebbe l’iter previsto, con l’autorizzazione della Grande Assemblea Nazionale Turca, la Tbmm, procedura seguita per le operazioni in Nord Irak, dove si rifugiano le cellule più pericolose del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, che lotta per la creazione di uno stato indipendente curdo in territorio turco.

I PIANI DI ANKARA, “LA ZONA CUSCINETTO” – Il quotidiano scrive anche che Ankara sta organizzando la creazione di cinque zone di sicurezza lungo il confine con la Siria, ben 900 chilometri, che potrebbero avere una profondità di ben 20 chilometri all’interno del territorio siriano, venendo così a formare quella “zona cuscinetto” che Ankara chiede da molto tempo. Determinante per i piani futuri della Mezzaluna sarà la visita di domani del Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, nel Paese della Mezzaluna, dove incontrerà il ministro degli Esteri di Ankara, Ahmet Davutoglu.

COLPITA ALEPPO, GIOIELLO DELL’ARCHITETTURA ISLAMICA – La cittadella di Aleppo, gioiello di architettura militare islamica del Medio Evo, è stata colpita da un tiro di mortaio sparato dall’esercito siriano. Lo ha denunciato il Consiglio nazionale siriano (Cns), la principale coalizione dell’opposizione, in un comunicato. “La cittadella è stata colpita da un proiettile di mortaio, un’arma che nessuno ad Aleppo, né in Siria, possiede ad eccetto delle forze alleate del regime”, ha sottolineato il comunicato. Secondo il testo, il mortaio è caduto all’ingresso fortificato della cittadella, inserita nel patrimonio mondiale dell’Unesco, e ha distrutto una lapide in marmo con il nome del sito. Il Cns ha espresso la propria “rabbia contro questa aggressione che ha colpito la memoria e la storia del popolo siriano e quella dell’intera umanità” e ha chiesto un “intervento dell’Unesco per proteggere questo patrimonio”.

I RIBELLI, SCARSEGGIANO ARMI E MUNIZIONI – Sono ripresi questa mattina i violenti scontri ad Aleppo tra forze governative e ribelli, nel quartiere chiave di Salaheddin, fino a pochi giorni fa roccaforte degli insorti. Lo riferisce l’emittente satellitare al-Jazeera, spiegando che i ribelli dell’Esercito siriano libero hanno fatto sapere che cominciano a scarseggiare le munizioni e che hanno bisogno di un quantitativo maggiore di armi per poter fronteggiare le truppe governative. Secondo i media ufficiali, tra cui l’agenzia Sana, Salaheddin e altri quartieri di Aleppo sono gia’ sotto il completo controllo dei militari fedeli a Bashar al-Assad e “centinaia di terroristi sono stati uccisi e arrestati”. I ribelli, al contrario, ammettono solo un ritiro parziale da Salaheddin.

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