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Opinioni e commenti
 

L’AVANTI! SULLE #VIEDELSUD FA TAPPA NELLE TERRE DI DON PEPPE DIANA – VIDEO DELLA PRIMA TAPPA
Pubblicato il 03-08-2012


“Bene confiscato: qui la camorra ha perso”: questa la scritta che campeggia all’ingresso della cooperativa Le terre di Don Peppe Diana a Castel Volturno. Il consorzio agricolo fa parte della rete di Libera terra che fa capo all’associazione Libera, figlia dell’idea di un altro grande sacerdote in prima fila nella lotta contro le mafie, Don Luigi Ciotti. “Libera terra” nasce dal bisogno di trasformare i terreni sequestrati ai mafiosi per restituirli a progetti che mirano a ridare significato al tessuto sociale che la criminalità vorrebbero debole e smembrato, per ricostruire quel territorio distrutto dalle attività illecite. Come il caso di un’altra cooperativa del consorzio Libera Terra, quella intitolata a Placido Rizzotto, socialista, assassinato da Cosa nostra in un altro “regno di mafia”, Corleone.

SULLA STRADA DI PEPPE DIANA – Peppe Diana fu ucciso con cinque colpi di pistola: i suoi assassini pensarono così di distruggere l’esempio di un diverso modo di vivere questa terra di Sud. Oggi le decine di ragazzi giunti come volontari per l’iniziativa “E!state Liberi!” sono la dimostrazione di quanto quelle idee continuino a rappresentare un modello da seguire. Vie del Sud ha deciso di iniziare il suo viaggio proprio dal territorio tristemente noto come il “regno dei Casalesi” per raccontare quel Sud diverso che non ci sta e che cerca strade per sviluppare una comunità alternativa rispetto alla logica mafiosa. «Per amore del mio popolo» diceva don Diana: oggi Massimo Rocco, giovane di Santa Maria Capua Vetere, presidente de “Le terre di Don Peppe Diana” ci racconta la sua esperienza: «sono tornato perché, dopo tanti anni a Roma, ho sentito il bisogno di capire cosa stesse accadendo qui, mi sembrava, da un lato, che ci fosse più coscienza nel Paese, ma che, dall’altro, la situazione fosse peggiorata dal punto di vista culturale sul territorio».

I GIOVANI VOLONTARI AL SUD? SONO TUTTI DEL NORD – Lorenzo Clemente, presidente dell’Associazione Familiari vittime della camorra, marito di Silvia Ruolo, uccisa aa Napoli nel quartiere collinare Vomero mentre passeggiava con il figlio per tornare a casa, è un uomo con un sorriso dolce e quasi paterno. Quando ci incontra, dopo aver parlato dell’associazione, non può trattenere la sua più grande preoccupazione: «a parte noi che siamo stati colpiti dalla Camorra, quello che ci spaventa è che questi giovani che vedete lavorare come volontari oggi vengono tutti da fuori, molti dal Nord. Il torto più grosso che ha fatto la Camorra da queste parti è stato quello di rendere i giovani disinteressati all’impegno civile: vogliono che le giovani generazioni siano anestetizzate, per questo dobbiamo lottare quotidianamente per recuperarli all’impegno».

LA CAMORRA VISTA DA VICINO – Iacopo viene da Mantova, è un giovane di soli ventuno anni ma ha una maturità da adulto: studia Lettere e crede nel valore della cultura. Appartiene al coordinamento della rete Libera di Padova ed oggi è qui per dare il suo contributo, gomito a gomito con Lorenzo, di Bari, anche lui studente fuori sede a Padova: «Sono venuto qui per tanti motivi, ma soprattutto perché penso che la mafia sia un problema anche del Nord e che, quello che posso capire da quest’esperienza potrò poi riportarlo a casa con me per costruire degli “anticorpi: su da noi manca ancora la coscienza di cosa sia il radicamento della mafia nel territorio». Chiedo a Lorenzo cosa lo abbia colpito arrivando in una terra di cui ha tanto sentito parlare e lui mi risponde, senza esitare, «il degrado». Gli chiedo cosa sia il degrado per lui, soprattutto quello umano, e ne esce fuori una delle più belle, meno retoriche, dirette e semplici definizioni che mai nessuno sia riuscito a darmi: «il degrado è avere la voglia di migliorare le cose, la tua vita e quella degli altri, e rendersi conto che non è possibile farlo». E’ questo il seme della consapevolezza che aveva sparso Don Peppe Diana. Oggi germoglia nelle terre a lui dedicate.

Roberto Capocelli

IL VIDEO DELLA PRIMA TAPPA DI “VIE DEL SUD”

Primo giorno, Le Terre di Don Peppe Diana from Roberto Capocelli on Vimeo.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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