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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale: dove stiamo andando? Intervista al Presidente della Commissione Affari Costituzionali Vizzini
Pubblicato il 30-08-2012


Dopo la fumata nera con la quale si sono chiusi i lavori per la pausa estiva del Comitato ristretto della commissione Affari costituzionali del Senato che si occupa della riforma elettorale, si torna a parlare del “compromesso” ufficioso che avrebbero raggiunto Pd, Pdl e Udc sul nuovo sistema elettorale. I lavori riprenderanno il 29 agosto e un testo base potrebbe essere pronto il prossimo 5 settembre.

Quanto ai contenuti, il compromesso sarebbe a portata di mano secondo i componenti del Comitato ristretto. Il Pdl rinuncerebbe al reinserimento delle preferenze accettando i collegi uninominali, il Pd accetterebbe che il premio di maggioranza venga assegnato al partito che ottiene piu’ voti purche’ questo premio passi dal 10 al 13 o al 15 per cento (Bianco ha proposto che possa essere assegnato indifferentemente al partito o alla coalizione vincente, qualora se ne formino). Assieme ai collegi, ci sarebbero le liste bloccate di partito forse per il 15 o 25% degli eletti. La soglia di sbarramento per accedere in Parlamento resterebbe fissata al 5%, con la deroga – pensata ai fini della Lega Nord – per le forze politiche che in almeno cinque regioni ottengono l’8%.

A fare chiarezza sulle indiscrezioni che circolano in queste ore sul presunto accordo è il senatore del Psi Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali, che ha subito puntualizzato: «Mi aspetto che il 29 agosto in commissione i due correlatori di Pd e Pdl siano in condizioni di riferire questo presunto accordo raggiunto in sedi ufficiose perché sarebbe tragicomico che i giornali avessero avuto dai partiti notizie che il parlamento non ha. Se viene rappresentato un accordo fatto da tre partiti che rappresentano una maggioranza larga il mio compito sarebbe prendere atto e andare in commissione plenaria, sede deputata».

Presidente Vizzini qual è il punto più critico di questo presunto accordo raggiunto?

Sicuramente quello che riguarda il premio di governabilità. Sono convinto che se andasse al partito che non va al governo sarebbe una pazzia, un paradosso, deve essere al 10% e deve garantire governabilità.

Altro punto sul quale si dibatte riguarda la percentuale, insieme ai collegi, delle liste bloccate di partito. Le ipotesi avanzate vanno dal 15 o 25% degli eletti. Quale percentuale sarebbe corretta?

La proporzione auspicabile sarebbe quella del Mattarellum, quindi massimo al 25%. Se rinunciamo al Porcellum ma ne manteniamo una metà faremmo il Porcellinum. Più parlamentari si recuperano tra quelli votati dai cittadini meglio è per funzionamento della democrazia. Così come mi auguro che a tutto questo segua un comportamento interno dei partiti volto a garantire una scelta trasparente dei candidati.

Si parla di 6-8 mesi per rifare i collegi?

I collegi si fanno in 2 mesi.

Premio di maggioranza: il Pd accetterebbe che venga assegnato al partito che ottiene più voti purché passi dal 10 al 13 o al 15 per cento.

Premio di maggioranza al 10 va bene, è il massimo accettabile. Chiederò che il premio dato al partito sia un premio di governabilità. Mi auguro che restiamo in un sistema nel quale la notte delle elezioni si sappiano i risultati.

Con che tempi verrà approvata?

Voglio arrivare al più presto in commissione così da evitare che la discussione sulla legge elettorale si trasformi in una specie di reality. La discussione verrà ripresa all’interno del comitato ristretto il 29 agosto e successivamente il 5 settembre, poi nella stessa settimana si andrà in commissione. La nuova legge si farà entro l’anno.

Il Pdl caldeggia di nuovo elezioni anticipate con la legge elettorale.

Bene significherebbe che vorrebbero far vincere Grillo.

Il rinnovato affermarsi delle socialdemocrazie in Europa avrà una qualche influenza sulla prossima legge elettorale?

Mi auguro che questo Paese sappia trovare uno scarto di tipo europeo, che questo modello riporti i valori del socialismo in Italia come con Hollande in Francia.

Una nuova legge elettorale è un’esigenza primaria del Paese e strettamente legata alla sua governabilità come chiesto più volte da Quirinale e Palazzo Chigi?

Preferisco Palazzo Chigi quando si occupa di questioni economiche. Il presidente della Repubblica ha dimostrato ancora una volta la capacità di intercettare il sentimento degli italiani. La legge elettorale andrà in questa direzione: tornare a un rapporto vero tra elettore e eletto. Perciò è importate che i partiti facciano procedure che rendano pubbliche la scelta dei candidati. Soprattutto se si scelgono collegi dico sì a primarie di partito. Oppure a regole chiare e trasparenti, procedure interne ai partiti, che possono essere controllare dall’elettore.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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