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Opinioni e commenti
 

Margherita Hack racconta la verità sull’allunaggio di Armstrong
Pubblicato il 28-08-2012


Era il 20 luglio del 1969. Successe alle 22:17:40 ora italiana. Il Paese e il resto del mondo rimasero incollati davanti agli schermi, increduli. Il modulo lunare “Eagle”, distaccatosi dal “Columbia”, allunò. Dopo sei ore e mezza, quando il fuso di Roma segnava le 4:57, l’astronauta Neil Armstrong fece il “grande passo per l’Umanità” marcando l’impronta del piede dell’Uomo con le sue PLSS, le scarpe lunari. Da allora tante cose sono cambiate, il mondo è cambiato. La “Guerra fredda”, motore della corsa che portò sulla Luna, non c’è più e, due giorni fa, il comandante della storica missione Armstrong si è spento a Cincinnati, nell’Ohio. In questi anni oltre alle ombre proiettate dalli astronauti sul suolo lunare, si sono sollevate ombre in merito alla veridicità della missione, attribuita ad una messinscena allestita in uno studio televisivo. In occasione della scomparsa di Armstrong, l’Avanti! ha intervistato la professoressa Margherita Hack che racconta l’emozione di quel giorno e fa luce una volta per tutte sulla misteriosa vicenda svelando le prove che smentiscono le teorie del complotto.

Professoressa, cosa ricorda di quella sera?

Mi fermai a Firenze a casa del babbo per vedere l’allunaggio e siccome lui non aveva mai voluto comprare un televisore ci si adattò con un televisorino portatile che comprammo per l’occasione. Ricordo che, in realtà, si vedeva poco: vedevamo delle ombre scure sul bianco lunare, anzi quasi le “indovinavamo” più che vederle chiaramente. Ma fu comunque una forte emozione, si aveva la sensazione di vivere un avvenimento storico.

Come avete vissuto un avvenimento così innovativo per l’epoca?

Bah, fu una parabola più che un avvenimento inaspettato. Tutto era cominciato nel ’57 quando si vide lo Sputnik in orbita. Poi nel ’61 l’astronauta Gagarin effettuò il volo spaziale e fu un’altra conquista importante che segnò un passaggio storico. Pochi lo ricordano, ma alcuni anni dopo, sempre una astronave sovietica, circumnavigò la Luna e ci regalò le prime immagini della sua faccia nascosta. Infine arrivò l’allunaggio che rappresentò anche un rivincita degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione Sovietica.

L’allunaggio portò anche a risultati scientifici oppure si trattò di un fatto principalmente emotivo da inquadrare nella “corsa allo spazio” dei due blocchi?

Ha portato ad importanti risultati nel campo scientifico e tecnologico. Innanzitutto è stata una prova fondamentale per studiare e mettere a punto i sistemi di allunaggio. Da allora la tecnologia di discesa e salita ha fatto dei grossi progressi. Anche dal punto di vista scientifico la conoscenza di corpi celesti in loco ha comportato dei progressi negli studi e nella maniera di pensare allo spazio.

In questi anni sono circolate numerose teorie che mettono in dubbio la veridicità dell’avvenimento. Quali prove ci sono che l’allunaggio sia avvenuto davvero?

Sinceramente sono tutte stupidaggini. Sulla Luna ci sono andati davvero, ci sono varie prove. Oltre ai sassi che hanno riportato dietro e che hanno una composizione isotopica diversa da quelli della Terra, gli astronauti lasciarono anche uno specchio sul suolo lunare che permise di misurare la istanza esatta della terra dal nostro satellite attraverso il tempo impiegato da un raggio laser che veniva riflesso da quello specchio.

Perché non si è mai tornati né sulla Luna né su di un altro pianeta?

Sulla Luna naturalmente non avrebbe senso. Andare su un altro pianeta, Marte ad esempio, sarebbe una grande avventura umana ma, sinceramente, non ha molto senso scientifico. Si possono fare gli stessi rilievi con i robot con costi molto più contenuti e senza rischi per gli esseri umani.

Come immagina e come sogna il futuro delle esplorazioni spaziali?

Il futuro dell’esplorazione spaziale non andrà più in là del Sistema solare perché le distanze sono enormi e i tempi non sono alla portata degli esseri umani. Parliamo di centinaia di anni se si potesse viaggiare alla velocità della luce, quindi se solo riuscissimo a viaggiare a 1/100 di essa parleremmo di migliaia di anni. Si dovrebbero creare navi spaziali in grado di ospitare comunità umane che si riproducono, o di uomini ibernati. Insomma, parliamo di scenari poco credibili.

La quantistica è in grado di fornire soluzioni che vadano al di là della Relatività, permettendo di viaggiare a velocità “frattali” attraverso il reticolo dello spazio-tempo?

Ad oggi sono solo fantasie.

Roberto Capocelli


Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. mi spiace per la Hack ma io credo che lei abbia preso un “ABBAGLIO DALLO SPECCHIO LASCIATO SULA LUNA” …. ci sono decine di prove, che dimostrano che quello che ci hanno fatto vedere è un filmato falso. per le pietre, bastava recuperare delle pietre cadute da meteoriti che ogni anno cadono sulla terra.. chi poteva dubitare.. o confrontarle con pietre veramente provenienti dalla luna?

  2. Ma davvero la Hack è convinta di quelle sue affermazioni ? se si ,a questo punto i Maya sono dei “mostri sacri” per tutta l’umanità ! !! …..
    Piccolo piccolo mi sento e tanto tanto sconforto mi prende ricordandomi dell’ esperienza scolastica arrivata fino alla laurea. Ringrazio tutti i maestri e professori i quali ,MAI MAI, mi hanno reso certa e indubbia la verità sull’evento del 20 luglio 1969

  3. Gli specchi sulla luna sono stati posizionati senza ausilio di equipaggio, daltronde l’ unione sovietica lo aveva già fatto prima degli usa. Alla risposta che non avrebbe senso tornare sulla luna la povera decelebrata trascura le migliaia di persone facoltose che spenderebbero milioni di euro per una vacanzina su una base lunare. Tuttavia vengono spesi centinaia di milioni di euro per far credere che la stazione spaziale internazionale sia nello spazio (si trova a 340 Km di altitudine dentro l’ atmosfera terrestre e gli astronauti galleggiano in una finta assenza di gravità). La stazione spaziale orbita intorno alla terra ad una velocità di quasi 30000 kmh simulando un’ ascensore in caduta libera). Detto questo provate a chiedere a qualcuno di posizionare un’ arancia che simuli la distanza della luna rispetto ad un normale mappamondo e vi stupirete della totale ignoranza che la gente ha in materia e questo basta a capire che è impossibile per l’ uomo affrontare una missione simile nemmeno fra mille anni.

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