sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Meeting Cl, Passera ottimista ma con riserva: «L’uscita dalla crisi dipenderà da quello che riusciremo a fare»
Pubblicato il 20-08-2012


Ha un effetto contagioso, ma con riserva, l’ottimismo espresso ieri dal primo ministro Mario Monti. Anche il responsabile dello Sviluppo economico, Corrado Passera, dal palco del meeting di Comunione e Liberazione, ha dichiarato di vedere «l’uscita dalla crisi» che «dipenderà molto da quello che riusciremo a fare». Al congresso – che si sta svolgendo a Rimini – oggi interverrà anche il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Ieri, alla giornata inaugurativa, il capo del governo aveva manifestato ottimismo, pur esprimendo forte preoccupazione per il «prezzo salatissimo» pagato alla crisi dai giovani.

COESIONE SOCIALE E’ PRIORITA’ –  – Il ministro dello Sviluppo economico ha inoltre dichiarato che: «La coesione sociale è uno degli elementi portanti della fiducia e della crescita. Non è un dato acquisito, non è una zavorra o un costo da portarsi dietro. Se si vuole crescere in modo sostenuto e sostenibile, coesione e competitività vanno insieme». Passera ha poi accennato al tema dell’evasione fiscale, dichiarando che: «Se immaginiamo che recuperavamo solo 100 miliardi in 20 anni ne avevamo 2mila ora. E questo è il nostro debito pubblico. Pensate che paese dovremmo essere recuperando una parte dell’evasione». Il ministro definisce poi «molto deludente» l’eredità di questi 20 anni di seconda Repubblica e sul debito pubblico afferma che: «Ci siamo mangiati risorse che se ben usate saremmo tra i paesi virtuosi. In 15 anni di tassi inferiori ci siamo mangiati i benefici dell’euro. Saremmo all’80% del debito sul Pil invece del 120».

EVITATO RISCHIO DEL COMMISSARIAMENTO – In merito alla crisi del nostro Paese ha sottolineato che è stato «evitato il commissariamento. Ora è superato, ma dobbiamo sapere che ci siamo andati vicini». Passera ha inoltre ricordato che il capo del governo – appena insediatosi – ha prontamente salvato «l’indipendenza dell’Italia», evitando «il fallimento», mediante «forti e drastiche azioni strutturali e condivise. Quello che ha cambiato l’umore del mondo intorno all’Italia, infatti – ha poi aggiunto – è stata l’unità delle istituzioni, della politica, delle forse sociali e della gran parte dell’opinione pubblica». Il ministro si è poi espresso sulla necessità di riformare la pubblica amministrazione, sostenendo la necessità di «ridurre il numero dei livelli istituzionali». Esistono «migliaia di entità politiche e parapolitiche che esistono solo per giustificare se stesse. Ci sono resistenze politiche fortissime, sono in tanti che vivono attorno a questo gomitolo, attaccati a questa ragnatela. Dobbiamo avere coraggio», ha poi concluso.

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