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Opinioni e commenti
 

Monti e bilanci: nove mesi tra riforme, record di fiducie, Imu alle stelle ed esodati a casa
Pubblicato il 17-08-2012


Dopo la 34ma fiducia e il si’ del Parlamento a due importati provvedimenti, spending review e dl sviluppo, anche il governo Monti va in vacanza. Provvedimenti che si aggiungono alle riforme del mercato del lavoro, delle pensioni contenuta nel decreto “Salva Italia”, al dl “Cresci Italia”, e al Fiscal Compact, approvati in nove mesi dall’insediamento del governo dei “Professori”. C’e’ chi traccia un bilancio positivo dell’esecutivo guidato da Mario Monti e chi parla solo di aumento di nuove tasse, spread che non cala, crisi economica che non passa, e “abuso” di fiducie.

SALVA ITALIA – Stando ai fatti, il governo Monti, dopo un mese di lavoro, il 22 dicembre incassa il si’ definitivo al decreto “Salva Italia”, una sorta di manovra economica per scongiurare al nostro paese l’effetto Grecia. L’insieme degli interventi ammontano a circa 20 miliardi strutturali per il triennio 2012-2014, la correzione lorda e’ di oltre 30 miliardi in quanto sono previsti interventi di spesa a favore della crescita, del sistema produttivo e del lavoro per oltre 10 miliardi. In sintesi, il provvedimento ha deciso il completamento della riforma della previdenza con l’estensione dal 1 gennaio 2012 a tutti del metodo contributivo, ha anticipato l’introduzione sperimentale dell’Imu, fissato il divieto di uso del contante per pagamenti superiori ai 1.000 euro, finanziato un programma per accelerare l’utilizzo dei fondi strutturali europei, rifinanziato il fondo di garanzia per le Pmi con l’obiettivo di mettere a disposizione garanzie per circa 20 miliardi di credito e attraverso la deducibilita’ integrale dell’Irap-lavoro vengono favorite le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici per un importo di 1,5 miliardi nel 2012 e 2 miliardi nel 2013 e nel 2014.

CRESCI ITALIA – Dopo il “Salva Italia” e’ arrivato il “Cresci Italia”, che secondo le intenzioni di palazzo Chigi “consentira’ nel breve periodo, di traghettare l’economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio/lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali”. E’ stato uno dei provvedimenti piu’ travagliati del governo Monti visto che al centro ci sono le liberalizzazioni che hanno toccato in particolare farmacie, taxi, professioni ed energia. Nel decreto la crescita economica e’ stimolata anzitutto con l’eliminazione dei vincoli burocratici che oggi ostacolano l’avvio delle attivita’ d’impresa, apre poi alla concorrenza in materia di trasporti, facilita l’ingresso dei giovani sul mercato del lavoro, e include misure a sostegno dei soggetti piu’ vulnerabili. Con il provvedimento arriva la separazione fra Eni e Snam, la possibilita’ per i distributori di benzina di vendere anche bibite, giornali e sigarette, e la possibilita’ di aprire una farmacia ogni 3.300 abitanti. Un’altro “tassello” alla crescita del paese, come ha assicurato il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, e’ arrivato dall’approvazione definitiva dei decreti sulla revisione della spesa pubblica, la cosiddetta spending review, e il decreto sviluppo. La revisione della spesa assicura allo Stato un risparmio di poco superiore a 4 miliardi nel 2012, a 10 miliardi nel 2013 e a 11 miliardi nel 2013 e, con le risorse raccolte, il governo rinvia al secondo semestre del prossimo anno l’aumento dell’ aliquote Iva, assicura il pensionamento anticipato ad altri 55.000 esodati, finanzia spese “indifferibili” per oltre 2 miliardi nel prossimo anno.

DECRETO SVILUPPO – Nel decreto Sviluppo si parla soprattutto di infrastrutture, edilizia e trasporti: dal project bond per la costruzione di nuove opere al piano citta’, agli incarichi di progettazione, ai permessi edilizi fino al bonus Irpef sulle ristrutturazioni edilizie che si alza dal 36 al 50% con plafond di 96mila euro e proroga del bonus per l’efficienza energetica. Grande poi l’attenzione dell’esecutivo all’Europa, dopo la famosa lettera inviata da Bruxelles all’Italia sui “compiti a casa”, compiti che per molti sono stati fatti, a partire dai sacrifici, per altri ancora no, ma uno sicuramente portato a termine e’ la ratifica dei trattati europei sul Fiscal Compact e sul Meccanismo Europeo di Stabilita’ (MES),che impone il pareggio di bilancio e un piano di rientro del debito ed entrera’ in vigore dal primo gennaio 2013. In questi nove mesi gli italiani hanno poi “imparato” due termini nuovi: esodati e Imu, grandi protagonisti delle riforme “montiane”. Il premier, come annunciato, lascia palazzo Chigi e sul tavolo al suo ritorno lo aspettano le proposte per l’abbattimento del debito pubblico e la seconda fase della spending review.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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