domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Monti, l’intervista al settimanale Der Spiegel non piace alla Germania
Pubblicato il 06-08-2012


Critiche su critiche per il capo del governo italiano dopo l’intervista rilasciata ieri al settimanale tedesco Der Spiegel. Monti ha discusso dell’Europa e dei rapporti tra l’Italia e la Germania, ribadendo la sua volontà di restare in carica fino al prossimo aprile al fine di salvare il Paese dalla «rovina finanziaria». Questi i temi trattati durante il colloquio, ma la considerazione di Monti sull’autonomia dai parlamenti nazionali che i governi devono essere in grado di esercitare nelle trattative a Bruxelles ha scatenato dure reazioni.

 

LE DICHIARAZIONI DI MONTI AL SETTIMANALE TEDESCO – Monti ha lanciato l’appello a Berlino perché «sia più flessibile con quei Paesi dell’Eurozona che si attengono con maggior precisione alle indicazioni europee», sottolineando che alla Germania il nostro Paese chiede «sostegno morale e non finanziario», dichiarandosi «molto preoccupato per il crescente risentimento del Parlamento italiano contro l’Europa, l’euro e i tedeschi». Il primo ministro ha poi affernato che: «Ogni governo ha il dovere di guidare il proprio Parlamento» perché se i governi seguissero «esclusivamente le decisioni dei Parlamenti, la rottura dell’Europa sarebbe più probabile di un’integrazione». Questo è stato il concetto duramente criticato dai tedeschi.

LE CRITICHE BIPARTISAN TEDESCHE – Sulle parole di Monti si sono espressi in modo critico sia i politici della maggioranza che dell’opposizione socialdemocratica. Il segretario della Csu bavarese, Alexander Dobrindt, ha parlato di «attentato alla democrazia», aggiungendo che «la brama di soldi dei contribuenti tedeschi spinge il signor Monti a un florilegio anti-democratico». E anche i deputati liberali e della Spd chiedono a gran voce che l’Europa «rimanga democraticamente legittimata». «Il signor Monti ha bisogno evidentemente di una chiara risposta che noi tedeschi non saremo disposti ad abrogare la nostra democrazia per finanziare i debiti italiani» ha poi aggiunto il segretario della Csu, alludendo alla frase pronunciata nell’intervista da Monti in cui aveva invitato i capi del governo a difendere il loro potere di assumere decisioni rapide. Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle e il capo del gruppo parlamentare del blocco conservatore di Angela Merkel, Volker Kauder hanno ammonito: «Attenzione a bypassare i parlamenti nazionali nella lotta alla crisi finanziaria che ha colpito l’eurozona». Il ministro delle Finanze di Berlino, Guido Westerwelle ha affermato che: «Il controllo parlamentare della politica europea è fuori discussione» sottolineando la necessità «di un rafforzamento non di un indebolimento della legittimazione democratica in Europa».

L’INTERVENTO DELL’UE: PIENO RISPETTO DEI PARLAMENTI – Anche l’Unione europea è intervenuta sul tema ricordando – per mezzo di un suo portavoce Olivier Bailly – che: «Ci sono regole chiare» sulle procedure di adozione a livello di singole nazioni delle decisioni prese dai rispettivi governi a Bruxelles, che in certi casi prevedono ratifiche da parte dei parlamenti nazionali e alla Commissione europea «rispettiamo pienamente le competenze dei parlamenti nazionali».

Silvia Sequi

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