mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Pussy Riot, condannate a due anni di carcere per “teppismo motivato da odio religioso”. Proteste in tutto il mondo a sostegno della band punk
Pubblicato il 17-08-2012


Due anni di carcere per “teppismo motivato da odio religioso”. Questo il verdetto emesso dal tribunale di Mosca contro le Pussy Riot, la band punk al femminile, incriminata dopo una performance “anti Putin” nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, tempio della Chiesa ortodossa russa della capitale russa. Le ragazze – dallo scorso febbraio – sono diventate il simbolo dell’opposizione al presidente russo, Vladimir Putin. Numerose le mobilitazioni e le proteste a sostegno della band in diversi Paesi del mondo.

IL PROCESSO E L’INTERESSE PUBBLICO – Per timore di manifestazioni e disordini, le autorità russe hanno rafforzato le misure di sicurezza nelle zone circostanti il tribunale di Mosca. Il caso della band punk femminista ha suscitato l’interesse e il sostegno da parte della società civile. Numerosi sono stati infatti gli interventi a favore delle tre donne da parte di intellettuali russi.

LA DICHIARAZIONE DI UNA DELLE CANTANTI – Prima della sentenza, Nadezhda Tolokonnikova, una delle tre giovani, ha rilasciato un’intervista al giornale indipendente Novaya Gazeta, senza accennare a nessun pentimento, anzi. «Naturalmente, no. Noi siamo felici di essere diventate involontariamente l’epicentro di un enorme evento politico che coinvolge diverse forze». La donna ha inoltre espresso il suo parere sulla sentenza che a breve sarà pronunciata contro di lei e lei sue colleghe. «Io non credo in una sentenza come questa. Questo non è un processo: è un’illusione», ha affermato, aggiungendo lo stupore sul processo intentato contro di loro. «Davvero non ci aspettavamo un processo, perché non abbiamo mai commesso alcun reato. Non sospettavamo neanche che le autorità sarebbero state così stupide da perseguitare delle femministe punk anti-Putin, dandoci legittimità nello spazio sociale».

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