lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Napolitano: troppi dl e fiducie ma c’è emergenza, ora la riforma
Pubblicato il 09-08-2012


Giorgio Napolitano avverte che c’è un eccesso di decretazione d’urgenza e voti di fiducia in Parlamento. Un uso “frequente” che desta preoccupazione e a cui va posto un freno. Ma che, spiega, è legato alla fase di emergenza dovuta alla crisi economica, perciò il capo dello Stato rinnova il suo richiamo alle Camere affinché facciano quella riforma dei regolamenti e quelle modifiche costituzionali che accelerano l’iter dell’esame delle leggi.

LA FIDUCIA? UNA PRASSI DI ANTICA DATA – In una nota diffusa per annunciare la promulgazione della legge che converte il decreto sulla spending review, il Colle ricorda che il frequente ricorso alla decretazione d’urgenza e alla posizione di questioni di fiducia, “è una prassi di antica data, su cui il Presidente Napolitano ha espresso le sue preoccupazioni, tendendo a porvi freno, fin dall’inizio e in tutto il corso del suo mandato. Peraltro, è innegabile che nel corso dell’ultimo anno il Governo precedente e quello attuale hanno dovuto affrontare emergenze e urgenze senza precedenti, insorte in sede europea”.

LE CRITICHE DI CHITI E DI PIETRO – Nei giorni scorsi e di nuovo ieri era stato Antonio Di Pietro a chiamare in causa il presidente della Repubblica denunciando una violazione della Costituzione da parte del governo Monti che ha posto ben 34 questioni di fiducia, quasi una per ogni provvedimento varato. Una forzatura che ha violato “i quattro messaggi inviati da Napolitano al Parlamento, quando al governo c’era Berlusconi, nei quali ricordava alle Camere i limiti per porre la fiducia e invitava a non abusare di uno strumento che mortifica la democrazia parlamentare”, ha spiegato il leader Idv al quale il richiamo di oggi non basta: “Siamo di fronte alla classica preoccupazione del giorno dopo, che unisce al danno la beffa”. Ma Di Pietro non era stato il solo perché ieri anche da un autorevole esponente del Pd come il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, era stata sollevata la gravità della cosa: “Con quello di oggi alla Camera siamo a 33 fiducie in otto mesi. Così non si può continuare. Il ruolo del Parlamento diviene inesistente”, perciò Chiti si è appellato ai presidenti delle Camere affinché facessero “un passo nei confronti del Governo” per tutelare “la funzione del Parlamento”.

I PRECEDENTI – Dal Quirinale spiegano però che l’opportunità di questo intervento non si limita alle recenti polemiche ma è motivata da una discussione ben “più ampia e varia sulla decretazione e la legislazione” che si svolge da tempo. Il capo dello Stato rivendica infatti di aver posto invano queso problema al Parlamento attraverso “la ripetuta sollecitazione” ad approvare “modifiche costituzionali e riforme regolamentari che garantissero un iter più certo e spedito dei disegni di legge ordinari”, sollecitazione che, viene puntualizzato, “non ha trovato riscontri in conseguenti iniziative e deliberazioni nelle due Camere, neppure nella presente legislatura, almeno fino a questo momento”. Quindi Napolitano richiama le forze politiche e il governo al rispetto dei reciproci ruoli: “C’è materia per riflessioni critiche e per impegni concreti da parte sia di chi governa sia delle forze politiche, per assicurare tanto un pieno rispetto, e un libero svolgimento, del ruolo del Parlamento, quanto il tempestivo ed efficace assolvimento dei compiti propri dell’Esecutivo”.

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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