sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Per vincere le guerre occorrono armi e determinazione
Pubblicato il 23-08-2012


Il Presidente del Consiglio Mario Monti, riferendosi alla notevole evasione fiscale e all’economia sommersa in Italia, ha recentemente dichiarato che l’Italia si trova in uno stato di guerra. E c’è da credergli se ogni anno nel nostro Paese mancano all’appello tra i 120 ed i 180 miliardi di tasse evase, con un’economia sommersa che sfiora un quinto del prodotto interno lordo. Per combattere il fenomeno, Monti fin dal suo insediamento ha incoraggiato l’Agenzia delle Entrate ad una dura lotta all’evasione, rafforzandone gli strumenti informatici investigativi, quali Serpico. Alcune operazioni della Guardia di Finanza hanno avuto anche una vasta risonanza mediatica, come l’operazione Cortina di qualche mese fa, con indubbi riflessi in termini di deterrenza. E così nel 2011 sono state recuperati 12,7 miliardi di euro di tasse evase, oltre il 15 percento in più rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, se confrontiamo il dato italiano con la Francia, dove sono annualmente recuperati circa 17 miliardi di euro, è facile comprendere  che il potenziale ulteriormente recuperabile in Italia è notevole, quanto meno nell’ordine di una decina di miliardi di Euro. Con i precedenti Governi, evidentemente, è mancata la volontà politica di perseguire gli evasori fiscali. Ora il tecnico Monti, se volesse, potrebbe sfruttare i mesi di qui alla prossima primavera per lanciare una nuova arma tale da vincere la guerra all’evasione ed impedire ai politici, in vista delle elezioni, di allentare la presa per evitare di perder voti. Il nuovo strumento è rappresentato dalla moneta elettronica. Si tratta di una semplice scheda nominativa ricaricabile con cui obbligatoriamente dovrebbero essere effettuati i pagamenti superiori a 10 Euro. Il quotidiano, le sigarette, il cappuccino ed il cornetto, il biglietto del cinema, il tramezzino al volo potrebbero ancora essere pagati in contanti. Ma per le spese di importo superiore sarebbe obbligatoria la carta.

Un tale meccanismo renderebbe pienamente tracciabili quasi tutti i flussi di pagamento, rendendo molto difficile l’evasione fiscale. Chi esercita in modo autonomo un mestiere o una professione, o ancora chi gestisce un’attività economica, sarebbe obbligato ad avere un conto corrente dove far confluire i pagamenti. Con questo sistema apparirebbero immediatamente evidenti i tentativi di evasione: ad esempio si potrebbero facilmente confrontare gli incassi di un determinato periodo con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente e, in caso di anomalia, far scattare i controlli. O ancora, sarebbe molto difficile per un ristoratore non fare lo scontrino fiscale, visto che comunque rimarrebbe traccia del pagamento ricevuto. E inoltre sarebbe sconsigliabile per un professionista chiedere il pagamento di una parcella o di una sua parte in nero, visto l’obbligo da parte del cliente di effettuare un pagamento elettronico.

Qualcuno potrebbe obiettare che questo sistema sarebbe l’ennesimo strumento per fare arricchire le banche, che lucrerebbero sulla gestione e la ricarica di queste carte nominative. Io credo di no, per due ragioni. Primo, lo Stato potrebbe utilizzare le Poste Italiane, ben diffuse e radicate sul territorio, per  emettere carte da consegnare gratuitamente ai cittadini italiani. L’investimento iniziale sarebbe presto ripagato dal recupero di evasione. Le Poste, inoltre, essendo controllate dallo Stato, potrebbero in seguito fungere da mitigatore dei prezzi di emissione e gestione delle schede, evitando guadagni eccessivi da parte del sistema bancario. Ma anche le banche avrebbero interesse a diffondere l’utilizzo della moneta elettronica: riducendosi infatti la circolazione del denaro contante, otterrebbero un risparmio di costo su assicurazione, custodia e trasporto dei valori, che potrebbero riversare nello sviluppo e diffusione delle carte elettroniche. Queste ultime, una volta introdotte da Poste, sistema bancario, istituti di pagamento ed istituti di moneta elettronica, potrebbero essere ricaricate tramite i normali canali, quali i postamat ed i bancomat.

Infine non è da trascurare un altro benefico effetto di questo sistema di pagamento. Oltre all’evasione fiscale, la moneta elettronica consentirebbe di contrastare efficacemente anche immigrazione clandestina,  terrorismo,  riciclaggio di denaro sporco e criminalità spicciola. Ad esempio, i turisti sarebbero costretti, al momento del loro ingresso in Italia a lasciare le proprie generalità per acquistare una carta prepagata ed effettuare i propri acquisti ma avrebbero il vantaggio di essere al riparo da furti e rapine. L’Italia è un Paese sufficientemente maturo, anche dal punto di vista tecnologico, per tale innovazione che  costituirebbe davvero un’arma formidabile contro l’evasione. Avrà il tecnico Monti sufficiente determinazione per vincere la guerra?

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. Forse la guerra all’evasione fiscale non sarà mai vinta definitivamente.Ma certamente potrebbe essere combattuta con piu’ determinazione. Il problema è la debolezza della classe dirigente che pensa solo al consenso dell’ oggi e non al bene del domani. Dove sono gli statisti tra i supponenti chiacchieroni televisivi ?

  2. Armi e determinazione. Credo che la moneta elettronica sia uno dei tanti esempi di chiari interventi di risanamento economico e morale del paese che non vengono attuati perchè impaludati nelle zone grigie del nostro sistema politico. Tuttavia, credo che la moneta elettronica possa avere un alto valore simbolico come scelta consapevole di un paese che decide di combattere senza scuse una delle più spaventose piaghe sociali. Credo che su questo tema si potrebbe creare un movimento di azione politica dal basso per scuotere le coscienze della cittadinanza nazionale e obbligare la classe politica ad adottare tale strumento. Saluti

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