martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Politici e intellettuali sulle ragioni del socialismo
Pubblicato il 15-08-2012


Piero Fassino, sindaco di Torino

«Al di là delle alterne fortune elettorali e politiche, il Partito socialista italiano è stato un protagonista della storia italiana, della democrazia, della Repubblica. Lungo più di un secolo i valori e gli ideali del socialismo democratico riformista hanno ispirato conquiste sociali, civili e politiche in cui si sono riconosciuti milioni di donne e di uomini. E’ un patrimonio che resta e trasmette tuttora attualità e visione del mondo».

Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd.

«Un anniversario importante che segna la nascita di un partito decisivo nella costruzione della democrazia nel Paese. I valori, la passione politica, l’integrità morale di quegli uomini e quelle donne rimangono ispirazione fondamentale».

Marco Di Lello, coordinatore nazionale del PSI

«A 120 anni dalla nascita del PSI c’è da ragionare se servono ancora i partiti e il partito socialista. Rispondo con due sì. Servono i partiti perché in tempi di garantismo imperante sono la principale garanzia di democrazia e nonostante alcuni limiti la migliore forma di associazione di cittadini. Serve il partito socialista perché in Italia e nel mondo è ancora larga un’area che ha bisogno d’essere tutelata così come ancora troppe occasioni in merito non vengono adeguatamente riconosciute. Due motivi che rendono ancora straordinariamente attuale in Italia e nel mondo il PSI».

Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, segretario di SEL

«Robusta giovinezza quella che questo anniversario rivela del socialismo italiano, di una grande e complessa storia della politica narrata nella terra di lavoro, costruita come apostolato sociale e pedagogia democratica capace di essere il motore di una straordinaria vicenda di ingresso delle plebi urbane e rurali in un nuovo ruolo, in una nuova coscienza, nella forma di un moderno proletariato che abbandona le forme del ribellismo spontaneistico e costruisce la lotta di classe come una sorta di alfabetizzazione delle masse più povere. Il socialismo italiano ha portato nei recinti dello storicismo rigido della cultura della sinistra un elemento umanitario e un’anima libertaria. Il socialismo italiano è stato pure nella sua storia controversa una delle più importanti risorse di intelligenza della libertà, di cultura del diritto e anche di primato della persona. È un passato tutto davanti a noi questi centoventi anni».

Bobo Craxi, responsabile esteri del PSI

«Il Socialismo nasce in alcune menti autodidatte e marginali del XIX secolo per poi diventare una forza formidabile nel secolo successivo. Fu così che quelle idee importate nel nostro Paese divennero la fonte ispiratrice e ideale del Partito che nacque a Genova nel 1892. All’alba di questo nuovo Secolo pieno di incognite, ma anche di possibilità, un nuovo fermento creativo dovrebbe potere ripartire da una idea così importante adattandola ai nostri tempi, alle sfide dell’umanità posta dinnanzi alla mondializzazione e alla globalizzazione. Il Socialismo dei nostri padri ha risposto alle domande del loro tempo, noi ne dobbiamo poter essere all’altezza lavorando e agendo per diminuire le disuguaglianze nel mondo, per garantire uno sviluppo e una crescita equa e temperata, per mantenere la pace ove essa è minacciata, per difendere le conquiste dei diritti e le libertà delle minoranze, per garantire la parità effettiva fra i sessi e per tutelare i nuovi bisogni espressi nelle società. A noi che rivendichiamo questa continuità con il Partito Socialista Italiano vanno gli auguri affinché questa strenua e ostinata difesa della nostra identità in Italia, più volte violentata dalla storia e dalle avversità, possa continuare nel tempo e illuminare la strada a nuove generazioni, affinché possano incontrare nelle ragioni del Socialismo Democratico, che vive e prospera nelle libertà, una ragione di lotta e di impegno sociale».

Giuseppe Tamburrano, storico dirigente del PSI e attuale presidente della Fondazione Pietro Nenni.

«Il centoventesimo anniversario è un evento straordinariamente rilevante. Il PSI è il partito più importante della storia d’Italia, un partito che ha lottato per cause giuste. Ha, certo, commesso degli errori ma ha amato profondamente ciascuno dei suoi compagni. Per me, come la crisi del capitalismo dimostra, non è morto. Sono morti forse i socialisti ma spero che le nuove generazioni saranno in grado si riprendere in mano quella bandiera gloriosa, per battersi per quegli stessi ideali all’insegna dei quali è nato il partito nel lontano 1892. Ideali di fratellanza, uguaglianza e libertà per tutti. Ideali dei quali oggi più che mai si sente il bisogno, particolarmente in Italia. Ricordiamo questo anniversario non come una commemorazione di un caro estinto ma come un impegno per riunire chi aderisce a quegli ideali degli inizi (ovviamente calati nel mondo moderno e attualizzati), per dare maggiore giustizia libertà e uguaglianza a tutti gli uomini e a tutte le donne italiane». (Intervista all’Avanti! del 29/04/2012)

Augusto Barbera, direttore della rivista Quaderni Costituzionali e professore ordinario di diritto pubblico all’Università di Bologna.

«Non è possibile ricostruire in poche righe il ricordo di un partito così importante per la storia del nostro Paese. Tra i tanti meriti del PSI non possiamo dimenticare il contributo dato alla nascita della democrazia nel nostro Paese, essendo  stato il primo partito di massa nella storia italiana; la battaglia, importantissima, per sconfiggere il fascismo; l’apporto alla Costituente; la modernizzazione del Paese con le riforme del  primo centrosinistra; il rafforzamento della politica di cooperazione atlantica con i governi Craxi; l’aver posto il tema delle riforme istituzionali, pur se mai riuscito e mai perseguito fino in fondo, con l’eccezione del superamento del voto segreto. Manca, purtroppo, tra i successi del PSI il tentativo di unificare la sinistra dopo la caduta del muro di Berlino. Sarà questo insuccesso politico, e non Tangentopoli, la causa di fondo della sua crisi». (Intervista all’Avanti! del 29/04/2012)

Francesco Alberoni, sociologo

«Il partito socialista è stato il grande protagonista del riformismo. È vero che in questo senso c’è stata anche una grande tradizione nell’area cattolica ma di fatto il vero riformismo è figlio del socialismo. In questo senso il Psi non ha mai avuto dubbi: non ha mai voluto eliminare il capitalismo e creare un “sistema perfetto” ma riformare nel concreto, partendo dal basso. Aveva una vena marxista ma non era dominante, non riduceva la vita all’economia. C’è una grande tradizione, quella riformista, che è stata il lievito fecondante delle migliori riforme che abbiano condizionato l’equilibrio europeo, proprio nel periodo in cui erano dominanti gli estremismi. Il socialismo ha avuto la consapevolezza dei limiti e degli estremi, ed è stato proprio questo a renderla un’ideologia degna di rispetto, odiata da tutti coloro che idolatravano l’eccesso. Anche per questo i socialisti sono stati massacrati da nazisti, dai comunisti, dai fascisti. E non si può dire che loro abbiano massacrato mai qualcuno. Quindi, a mio avviso, è giusto ricordare i socialisti e la loro storia, una storia che merita e che è di grande valore, ingiustamente bistratta dalla storia». (Intervista all’Avanti! del 29/04/2012)

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. 120 anni di onorata storia protagonisti delle sole grandi e piccole conquiste civili ma, ancora non sappiano dare il giusto peso al pci e suoi surrogati.
    Bravo Fassino, ma personalmente ne ho le palle piene.
    Fasino è ricco di considerazione , quando parla con noi di noi,
    Parli così al suo partito , alla sua segretaria provinciale e ai suoi militanti., vedrà che risposte
    Fassino ,alle elezioni di Torino, ha messo nelle liste del PD 7 ex socialisti che ,stupidamente, si sono fatta la guerra dei voti tra di loro, nessuno risulta eletto nemmeno ne quartieri, hanno pescato nello stesso bacino del nostro PSI, sottraendoci 6.000 voti, forse utili per un consigliere.
    Che Dio ci guardi dagli amici ,( COMPAGNI NON LO SONO PIU’ DA TEMPO), che ai nemici ci pensiamo noi.
    Maurizio Molinari PSI Torino

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