martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Romney: «L’America ha bisogno di tanto lavoro», ma la vera star è stata Clint Eastwood
Pubblicato il 31-08-2012


«Con umiltà e commozione per la fiducia» in lui riposta, Mitt Romney ha accettato ieri la nomination per la presidenza degli Stati uniti d’America. «Basta con le delusioni di questi ultimi quattro anni. È tempo che ci riprendiamo la promessa che noi chiamiamo America», ha dichiarato nell’intervento conclusivo della convention repubblicana al Tampa Bay Times Forum, in Florida. Il regista Clint Eastwood ha mandato in delirio la platea, inscendando un siparietto – fingendo di intervistare Obama – rivolgendosi a una sedia vuota.

LE PROMESSE E L’OTTIMISMO DI ROMNEY – Il candidato alla presidenza Usa ha attaccato lo sfidante Obama, dichiarando che il presidente democratico «ha promesso di guarire il pianeta e rallentare l’innalzamento degli oceani. Io prometto di aiutare voi e le vostre famiglie». Romney ha poi sottolineato che «la cosa di cui l’America ha bisogno oggi non è tanto difficile da scoprire. Non servono speciali commissioni governative per dircelo: sono posti di lavoro, molti posti».

L’INTERRUZIONE DI ALCUNI CONTESTATORI – Romney è stato costretto a interrompere il suo discorso a causa delle urla di alcuni contestatori che hanno mostrato striscioni rosa con le scritte “la democrazia non è un bsuiness” e “le persone prima del profitto”. Secondo il settimanale statunitense – New York Observer – si tratta di alcuni esponenti del gruppo femminista CodePink, che erano già riusciti ad interrompere il discorso del vice candidato Paul Ryan.

CLINT EASTWOOD: VERA STAR DELLA SERATA – Sul palco della convention è poi salito Clint Eastwood che – una volta preso il microfono – è partito alla carica di un Obama immaginario, rivolgendosi a una sedia vuota. «Hai fatto abbastanza, ma non sei abbastanza forte, ora è tempo che qualcun altro si faccia avanti e risolva i problemi», ha dichiarato. Il regista ha poi ricordato la sera dell’elezione di Obama, quattro anni fa. «Ha parlato di speranza e cambiamento, piangevano tutti, Oprah piangeva, ho pianto persino io – ha detto – poi ho scoperto che ci sono 23 milioni di disoccupati là fuori, questa sì è una cosa per cui piangere, una disgrazia nazionale».

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