domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Roma: la città del cinema, ma senza sale. Sparite oltre 30 in pochi anni
Pubblicato il 03-08-2012


L’unico film in programmazione nei cinema romani, in questa calda estate, e’ quello che racconta di una crisi sempre piu’ grave che ha gia’ fatto chiudere, e non per ferie, tante storiche sale cittadine. L’accorata denuncia arriva da un gruppo di dipendenti dei cinema di Roma, preoccupati per il futuro del loro posto di lavoro ma anche per la tradizione cinefila della Capitale. “Alla chiusura del cinema Metropolitan, nel 2011, e’ seguita, nello scorso mese, quella dell’Embassy ai Parioli – sottolineano – ed ora sono annunciate quelle delle sale Gregory, Troisi, Admiral, Empire. Il cinema Roma a Trastevere è chiuso da circa un anno e per il Maestoso non e’ ancora scongiurato il rischio della chiusura”.

IL DRAMMA DI CINECITTA’ – Inoltre, ‘quanto sta avvenendo a Cinecitta’ e’ sotto gli occhi di tutti: al posto degli stabilimenti che hanno reso famoso in tutto il mondo il nostro Paese, vengono proposti centri commerciali ed alberghi. Non e’ un caso che le Immobiliari, oltre a Cinecitta’, stiano entrando pesantemente nel settore con progetti di cambio di destinazione d’uso dei locali del Metropolitan o la proposta d’acquisto, in società con Mediaport Cinema Srl, dell’Adriano e delle altre sale dell’ex circuito Cecchi Gori situate in zone centrali’.

PIU’ DI 30 SALE CHIUSE NEGLI ULTIMI ANNI – “Nel corso degli ultimi anni – aggiungono – Roma ha subito la chiusura di tante importanti sale (piu’ di 30), tra cui cinema di pregio come l’Ariston all’interno dell’ex Galleria Colonna, ora Galleria Sordi, l’Etoile piccolo gioiello in piazza San Lorenzo in Lucina, l’Augustus in corso Vittorio Emanuele, il Quirinale in via Nazionale; solo a Trastevere sono stati costretti ad abbassare le serrande il cinema America, il Roma ed ora si chiede di chiudere anche il Troisi”. Non e’ andata meglio a tante sale di quartiere: solo al Trieste-Salario sono 8 i cinema chiusi finora ai quali se ne vogliono aggiungere altri due, e per non parlare di quelli di periferia che sono spariti quasi completamente.

LE RAGIONI DELLA PROTESTA – I lavoratori si chiedono dunque quali saranno le prospettive per la vita culturale di questa citta’, “se il futuro sara’ solo quello delle multisale all’interno dei centri commerciali?”. “Esiste una legge a tutela dei cinema e teatri che vieta il cambio di destinazione d’uso, chiediamo al sindaco che la faccia rispettare e sollecitiamo piu’ attenzione per i dipendenti dei cinema romani e le loro famiglie e per tutti i cittadini della Capitale che amano e hanno sempre amato il buon cinema e per i quali la sala vicino casa e’ un punto di riferimento culturale e di svago”.

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Commenti all'articolo
  1. ma che cazzo di paese e’il nostro?Ultimamente ,dopo l’oscar a La grande bellezza abbiamo assistito allo scippo fatto alle sale cinematografiche,con la trasmissione del film su canale5.Cosa puo’ capire il pubblico di mediaset,cresciuto tra grande fratello e barbara d’urso di un film del genere.La cultura in Italia e i luoghi di cultura vengono considerati meno che niente.Ricordiamo che come nel caso della sede RCA di Roma ,i luoghi di cultura vengono presi di mira da immobbiliaristi disonesti e palazzinari senza scrupoli(vedi Alemanno e tutti gli accoliti dell’ italietta berlusconiana).Lavoro in un cinema di Catania ed esprimo solidarieta’ ai lavoratori cinema che,per colpa di questo paese perdono il lavoro.

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