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Opinioni e commenti
 

Si è spento Gore Vidal, l’enfant terrible che scandalizzò gli Usa con un romanzo omosex
Pubblicato il 01-08-2012


Era l’enfant terrible della cultura americana, a soli 22 anni scandalizzò gli Stati Uniti con il suo romanzo dichiaratamente omosessuale, che diventò un bestseller, La statua di sale.  Gore Vidal è morto ieri a 86 anni nella sua casa di Hollywood Hills, a Los Angeles, per le complicazioni di una polmonite. Drammaturgo, sceneggiatore di film di successo come Improvvisamente l’estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz e del colossal Ben-Hur di William Wyler, lo scrittore aveva tentato più volte, ma con scarso successo, anche di candidarsi in politica. Nato il 3 ottobre del 1925 a West Point, Gore Vidal, pseudonimo di Eugene Luther Gore Vidal, non appena ha iniziato la sua carriera letteraria, ha scelto come nome il cognome del nonno materno Thomas P. Gore, senatore democratico dello stato dell’Oklahoma.

LA PASSIONE PER L’ITALIA – La passione per il cinema lo accompagnò verso l’Italia: nel 1972 interpretò se stesso in un cameo in Roma di Federico Fellini. Vidal amava rappresentarsi come una sorta di moderno Voltaire, in grado di commentare le follie della sua nazione e dei contemporanei con spirito sagace e sferzante. «Ho visto l’Italia cambiare, e il grande cambiamento è stato negli anni ’50 quando l’Italia è diventata ricca e tutto è cambiato nel giro di una notte». Così ricordava la sua Italia, quella della dolce vita del suo amico Fellini, del suo appartamento a Torre Argentina e della famosa villa Rondinaia a Ravello.

LA POLITICA E, nel 2007, Vidal tornò a Roma per presentare il suo libro Navigando a vista in cui puntava il dito contro quello che chiamava «l’impero» della «giunta Bush-Cheney». Vidal, infatti, aveva anche una viva passione politica, capace di offrire una visione caustica, non convenzionale e satirica del modo di vivere degli americani. Proprio negli ultimi anni della sua vita, dopo l’elezione di George Bush jr e gli attacchi dell’11 settembre, Vidal tornò ad occuparsi con vigore del tema della politica Usa con articoli e interviste in cui era inclemente con quelli che amava definire gli “United States of Amnesia”. Proprio a Roma in occasione dell’uscita del suo libro Le menzogne dell’Impero, accusò Bush e la sua amministrazione di «incompetenza manovrata» per aver lasciato «intenzionalmente» che accadesse l’11 settembre.

IL SINDACO DI RAVELLO – «Gore Vidal era parte della nostra comunità, un uomo straordinario che ha contribuito a portare il nome di Ravello nel mondo. Ci ha dato lustro, grazie a lui sono passati dalla nostra cittadina ospiti illustrissimi. Oggi abbiamo perso un concittadino». Così Paolo Vuilleumier, sindaco di Ravello, ha ricordato lo scrittore, saggista e sceneggiatore scomparso ieri. «Aveva un legame forte con tutta la comunità. Amava la discrezione e la tranquillità e per questo aveva scelto dal 1972 come residenza la Rondinaia, la villa dove si ritirava per scrivere i suoi libri. Vuilleumier ha ricordato che Vidal «considerava Ravello il posto più bello del mondo. Il nostro rammarico è non essere riusciti a mantenere il patrimonio della Rondinaia per costituire una Fondazione e farne un crocevia internazionale della cultura». La villa è stata infatti acquistata, nel 2006, da una cordata di imprenditori. Per il primo cittadino di Ravello, Vidal «nonostante il carattere schivo, amava fermarsi nella piazza di Ravello e sedersi a chiacchierare al bar San Domingo. C’era rispetto, discrezione e cordialità e proprio per questo considerava Ravello come una seconda casa».

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