domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sicilia, è ufficiale: il movimento dei Forconi si candida alla guida della Regione, ma esclude Sgarbi e Zamparini
Pubblicato il 08-08-2012


Dalla piazza al Palazzo, almeno quello della Regione Sicilia che a breve si ritroverà al voto dopo le burrascose dimissioni del governatore Lombardo. Il movimento dei Forconi infatti scende in campo. E’ di queste ore l’ufficializzazione della sua partecipazione alle prossime elezioni perché «dopo le proteste portate avanti nei primi mesi dell’anno, abbiamo capito che la politica non è in grado di dare risposte al popolo siciliano» ha dichiarato Mariano Ferro, leader del movimento. Ferro ha annunciato l’intenzione di presentare alcune liste alle elezioni regionali «per entrare direttamente nei palazzi del potere e portare quella rivoluzione iniziata sulle strade, dentro la politica». Il neonato soggetto politico si chiamerà “I Forconi” e avrà come simbolo una Sicilia stilizzata con sagome di donne e uomini che impugnano forconi.

I PROGETTI DEL MOVIMENTO DEI FORCONI – Il movimento – guidato da Mariano Ferro, Giuseppe Scarlata e Franco Crupi – intende presentare un loro candidato alle prossime elezioni per la scelta del governatore, ma il nome verrà deciso quasi certamente la prossima settimana, nel corso di una riunione che si terrà a Catania. Un nome possibile potrebbe essere quello di Massimo Costa docente di Economia aziendale all’università di Palermo, l’importane è che sia un nome «estraneo alla politica» dichiara Ferro. «Non vogliamo nè Zamparini nè Sgarbi – ha spiegato Ferro – Con tutto il rispetto per queste persone, preferiamo che a governarci sia un siciliano. Noi abbiamo già un programma che mette al primo posto l’applicazione dello statuto per combattere la globalizzazione scellerata che ci sta mettendo sull’orlo del baratro”. Ferro ha inoltre ribadito la mancanza di ogni legame con Lombardo (il governatore dimissionario della Sicilia, N.d.R.). «Non abbiamo mai avuto nessun rapporto con lui – ha concluso – era solo un interlocutore».

Silvia Sequi

 

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