venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sicilia, Rosario Crocetta: «Contro la mafia vorrei Ingroia al mio fianco. Intanto punto su un importante questore». Poi con l’ironia beffa i falchi omofobi
Pubblicato il 21-08-2012


«Lo vorrei assolutamente, ma so che non è disponibile perché ha già accettato un incarico internazionale e quindi mi direbbe di no». Così Rosario Crocetta, candidato del Pd con l’appoggio del Psi e dell`Udc alla Presidenza della Regione Sicilia, ha definito il suo «sogno di difficile realizzazione», quello di avere Antonio Ingroia al suo fianco per guidare la Sicilia. L’eurodeputato del Pd ha inoltre annunciato di puntare a un importantissimo questore siciliano che ha arrestato tantissimi mafiosi: «per ora non posso rivelare il nome, ci sono ancora passaggi formali che vanno espletati». Crocetta ha poi aggiunto: «dico no alle strumentalizzazioni della magistratura, per cui non mi sento di proporre alcunché a magistrati in prima linea contro la mafia, chiedendo loro di cambiare mestiere».

«NON FARO’ COME BERLUSCONI» – «Se dovessi diventare presidente della Regione Sicilia dirò addio al sesso e mi considererò sposato con la Sicilia, le siciliane e i siciliani. Guidare la cosa pubblica è come entrare in un convento e non ho neanche più l’età per certe scorribande». Rosario Crocetta si dimostra talmente superiore dei suoi avversari tanto da fare dell’ironia su quanti lo attaccano per le sue scelte sessuali e non politiche, per il suo essere un politico serio e un gay dichiarato. Consapevole della deriva discriminatoria e antistorica assunta dai suoi concorrenti alla poltrona di governatore siciliano, Crocetta porta il dibattito al paradosso, ribalta i ruoli e batte tutti con le armi dell’intelligenza. «Certamente non farò la fine di Silvio Berlusconi, che si è consumato sia per la sua incapacità politica che per le donne, diciamo la verità, pur avendo più anni di me. Direi che l’ex premier ha rappresentato uno degli esempi di peggior politica in assoluto: ha sacrificato in nome del gossip il proprio impegno politico, facendo intendere una sua considerazione sotto zero dell’universo femminile, e su questo tema invito a riflettere le stesse donne del Pdl. Berlusconi è stato in sintonia con gli italiani, ha cercato di interpretarne una rivolta contro la politica e poi ha tradito se stesso e, cosa più grave, ha tradito gli italiani, finendo per rimbarcare un bel po’ di riciclati», ha aggiunto Crocetta.

«ORA LEGGO SALMI E GRANDI POETI SUFI»- «La sessualità, sia etero che omo – ha continuato il candidato alla Presidenza della Regione siciliana sostenuto da Pd, Psi ed Udc – portata agli estremi, crea effetti di sovraesposizione. Quando si hanno ruoli pubblici si deve essere molto prudenti e molto casti. Quando ero sindaco di Gela mi chiedevano spesso se avessi un compagno o una storia, e io rispondevo: “Niente sesso, siamo sindaci”. Figuriamoci se dovessi diventare presidente». «Meno male che in questo mi aiuta il fatto che ho una età e il tempo della passioni è finito. Ora mi piace leggere salmi e i grandi poeti sufi».

UNA RISATA VI SEPPELLIRA’ – “Ad agosto spesso piace parlare di gossip. Io sinceramente non ne posso piu’ di questa storia del sesso. Perche’ non ci chiedono dei programmi e delle cose che vogliamo fare per la Sicilia? La mia battuta vuole mettere un fine a un’interminabile violazione della mia vita privata che e’ arrivata ai limiti del voyerismo. Una bella risata contro i bacchettoni”, aggiunge Crocetta.

RUTELLI, CROCETTA CREI COALIZIONE AMPIA SENNO’ RISCHIA – “La candidatura piu’ promettente, quella di Rosario Crocetta, ancora non presenta un progetto di governo, mentre tra i partiti ci si attarda nei giochi di veti e risentimenti”. Lo afferma, in una nota, il leader di Api Francesco Rutelli, a proposito delle elezioni regionali siciliane. “E’ suicida – osserva Rutelli – La Sicilia, da sempre anticipatrice di scenari nazionali, pochi mesi prima delle elezioni politiche, puo’ essere laboratorio di convergenze riformatrici che permettano di salvare l’isola”, aggiunge. La Sicilia, prosegue Rutelli “puo’ essere teatro di inverosimili populismi di corto respiro. O puo’ essere teatrino di contrapposizioni politiche che nel giro di poche settimane portino la regione al default. Molto meglio ricercare ora i progetti coraggiosi e le alleanze ampie per evitare che qualcuno vinca, ma rapidamente debba gettare la spugna. Mandando a picco la Sicilia e preparando i peggiori scenari in vista delle elezioni Politiche”, conclude il leader di Alleanza per l’Italia.

LABELLARTE (PSI): «SUPERARE SCARAMUCCE LOCALI IN VIRTU’ DELLA COERENZA A LINEA POLITICA NAZIONALE» – Superare le scaramucce locali in virtù di comuni e condivise scelte programmatiche. Questo il messaggio che lancia il senatore Labellarte, responsabile nazionale Enti locali del PSI, per il futuro della Sicilia: le forze democratiche e riformiste, nell’interesse del Paese, devono puntare a prospettive di governo in una regione fortemente stragegica e dalla gestione delicatissima mantenendosi nel solco delle alleanze strette su scala nazionale. Insomma il problema di una endemica incompatibilità tra Sel e Udc in Sicilia è del tutto velleitario, legato a invidie locali e in palese contraddizione con la linea che i rispettivi partiti hanno scelto di osservare nel resto del Paese. Per dirla con il responsabile nazionale Enti locali del PSI Labellarte “il punto è invece un altro. Sta in questo voler sottolineare quanto Sel sia alternativa all’Udc ‘ad ogni latitudine, politica, etica e geografica’. Nientemeno. E che Sel propone e sottoscrive a livello nazionale un percorso simile a quello siciliano. Qui le cose si fanno più serie e sarebbe bene parlar chiaro. Perché per la verità il ‘percorso’ nazionale è radicalmente diverso dall’alleanza Fava-Idv-Fed e Sel vi ha consapevolmente aderito, a parer nostro giustamente ed in perfetta coerenza con la sua matrice originaria e soprattutto con gli interessi del nostro paese. Quindi farebbe bene a spiegarlo con coraggio e chiarezza ai cittadini e ai suoi elettori e ad essere coerente alle varie latitudini. Certo, questo espone a qualche polemica e a qualche speculazione interessata, soprattutto da parte della cosiddetta sinistra radicale e giustizialista ansiosa di lucrare qualche voto. Ma ne val bene la pena quando è in gioco la possibilità di battere la destra e di imprimere una svolta. In Sicilia come nel Paese”.

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