lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Siria: Assad nomina nuovo premier il ministro della Salute. Fiume di rifugiati sbarca a Crotone
Pubblicato il 09-08-2012


Imperversa la battaglia nelle strade di Aleppo, seconda città’ della Siria. Ribelli antigovernativi dell’Esercito siriano libero (Esl) si starebbero ritirando dal quartiere di Salah ad Din, loro roccaforte nella parte sud-occidentale della città, ripiegando sotto i colpi dell’aviazione che avrebbe duramente bombardato l’area. A riferirlo e’ l’inviato della Tv panaraba al Jazeera, Ahmad Zeidan, che si trova sul posto.

LASCIA IL CAPO DEL PROTOCOLLO PRESIDENZIALE –  Mentre continuano i combattimenti per le strade, giunge anche la notizia della defezione del capo del Protocollo del palazzo presidenziale siriano, Mouheddine Muslmani, che, se confermata, rappresenterebbe un nuovo colpo, più’ simbolico che politico, per il regime di Bashar al-Assad.

LA CERCHIA DI ASSAD – Si restringe la cerchia dei fedelissimi del presidente, anche se quest’ultimo può’ ancora contare su un gruppo di gerarchi che per motivi ideologici e soprattutto familiari restano al suo fianco e sui capi dei servizi di sicurezza. Sebbene Assad non abbia il controllo assoluto del potere, il presidente e’ riuscito in 12 anni a costruire intorno a se’ una cerchia di fedelissimi, composta da esponenti dell’Esercito e dell’intelligence che come lui appartengono alla minoranza alawita oppure gli sono legati da vincoli di parentela. Tra gli uomini che restano al fianco di Assad vi sono poi Ali Mamluk, che sarebbe a capo della Sicurezza nazionale dall’attentato di luglio a Damasco, Abdul Fatah Qudsiya, numero due di Mamluk, Ali Younes, capo dell’intelligence militare, Diib Zeitoun, alla guida della Direzione della Sicurezza interna, Jamil Hassan, dal 2009 ai vertici dei servizi segreti dell’Aviazione militare, e Mohammed Nasif Kheirbek, vice presidente con delega alla Sicurezza.

I FAMILIARI DEL PRESIDENTE – Fra i familiari che circondano il presidente Assad spicca il fratello minore Maher, generale che guida la Guardia repubblicana, la forza che protegge il regime dalle minacce interne. Ritenuto un personaggio di indole violenta ed emotivamente instabile, Maher e’ spesso oggetto degli slogan dell’opposizione che lo contesta per aver autorizzato l’uso della forza nella repressione dei dissidenti. Fa parte dell'”inner circle” anche Rami Makhlouf, cugino di Assad e temuto uomo d’affari alla guida dal 2001 della piu’ importante societa’ di telefonia mobile siriana, Syriatel. Makhlouf e’ proprietario anche di due banche, una societa’ di costruzioni, una compagnia aerea, due canali tv e controlla il traffico di auto di lusso e il commercio di tabacco. Nel 2008 il Tesoro americano lo ha inserito in una lista nera con l’accusa di corruzione. Nel blocco dei fedelissimi del presidente spiccano anche l’altro cugino, Hafiz Makhluf, capo dell’intelligence civile, e il ministro degli Esteri Walid al-Muallim, in carica dal 2006 e colpito nell’agosto dello scorso anno da sanzioni Usa.

TUTTE LE DONNE DEL PRESIDENTE – Anche le donne hanno un ruolo di primo piano nel regime di Damasco, la cui icona e’ stata per anni Asma al-Assad, moglie del presidente. Anisa, madre di Assad, e’ considerata un’eminenza grigia e sarebbe favorevole alla linea dura contro l’opposizione. Anche la sorella Bushra, come dimostra l’incarico del defunto marito, l’ex capo dell’intelligence militare Asif Shawkat, ha un peso importante nelle decisioni più’ delicate che vengono prese dal governo. L’altra donna alla quale il presidente siriano si affida e’ Bouthaina Shaaban, suo consigliere politico e per la stampa. Laureata in Letteratura inglese all’Università di Warwick, la Shaaban si e’ iscritta al partito Baath a soli 16 anni. Cinquantasette anni e tre figli, e’ stata traduttrice, poi consigliere di Hafiz e quindi del figlio, con l’incarico prima di interprete e poi di ministro per gli Espatriati fino al 2008.

GLI USA PRENDONO IN CONSIDERAZIONE “NO FLY ZONE” – Sul piano politico, per la prima volta gli Stati Uniti prendono in considerazione l’ipotesi di una «no-fly zone» (zona di interdizione al volo) sui cieli della Siria, secondo quanto dichiarato da John Brennan,  consigliere per  l’antiterrorismo del presidente  Barack Obama. Sulla crisi siriana si sta tenendo una riunione a Teheran tra i rappresentanti di una dozzina di Paesi di Asia, Africa e America Latina, per studiare iniziative volte a favorire «la fine delle violenze e l’avvio del dialogo nazionale in Siria», come dichiarato dal ministro degli esteri iraniano  Ali Akbar Salehi.

RIFUGIATI SIRIANI A CROTONE – Intanto, mentre la battaglia imperversa nelle strade di Aleppo, e’ arrivato ieri sera, nel porto di Crotone, un gruppo di 160 siriani allontanatisi dal loro Paese per motivi politici. Il gruppo, formato soprattutto da nuclei familiari, è composto da 76 uomini, 36 donne e 48 bambini. I rifugiati sono arrivati a bordo di un peschereccio che è stato avvistato a circa dieci miglia di distanza dalla costa calabrese da un’unità della Guardia di finanza, che l’ha poi scortato fino in porto. I migranti, che sarebbero tutti in buone condizioni di salute, sono stati portati nel centro d’accoglienza di Isola Capo Rizzuto.

 

 

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