giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Spending review, il governo incassa la fiducia alla Camera sul dl
Pubblicato il 07-08-2012


Via libera della Camera che ha approvato la fiducia al governo Monti posta sul decreto legge per la “spending review”: il dl passa con 371 si, 86 no e 22 astenuti.  Con il voto di oggi il decreto, modificato in prima lettura al Senato, diventa legge dello Stato. Si tratta la 34esima fiducia ottenuta dall’esecutivo Monti in quasi nove mesi di governo.

LE NOVITÀ DEL DL – Dall’aumento dell’Irpef nelle Regioni in deficit nella sanità alle tasse per gli universitari fuoricorso o con reddito basso. Dalle nuove regole sulle prescrizioni di farmaci generici al tetto per gli stipendi dei manager delle società non quotate partecipate dallo Stato. Sono le principali novità del decreto spending review che – dopo il via libera del Senato – è stato approvato con la fiducia anche dalla Camera (sullo stesso testo di Palazzo Madama) e ora è legge. Il provvedimento – che ha incorporato il decreto sulle dismissioni – nelle intenzioni del governo è solo il primo passo nella strategia di revisione della spesa pubblica e, già dopo la pausa estiva, dovrebbero arrivare nuovi incisivi interventi.

MERLO (PD): «FIDUCIA SCONTATA MA VIGILEREMO SUI SERVIZI DI BASE» – «E’ una fiducia scontata vista la delicatezza dell’argomento e se fossimo andati a un dibattito parlamentare normale ci sarebbero state parecchie defezioni». Lo ha dichiarato Giorgio Merlo (Pd) sul voto di fiducia per la spending review. «Il Pd vigilerà – prosegue – affinché i servizi di base non vengano messi in discussione. Nulla può esser emesso in discussione quando si parla di servizi alla persona. Il servizio sanitario dovrò rimanere universale. Dopodichè i tagli sono tanti, ma sui servizi alla persona, garantiremo la tutela dei diritti».

BORGHESI (IDV), «E’ INCOSTITUZIOANLE» – «Questo decreto è la summa dell’incostituzionalità». E` quanto ha dichiarato il vicepresidente dei deputati dell`Italia dei Valori, Antonio Borghesi, durante il suo intervento in Aula sulla spending review. «Ha contenuti eterogenei e frammentari – prosegue Borghesi – Presenta un’aberrazione costituzionale poiché si è inserito un intero decreto legge dentro un altro decreto legge. In più si è aggiunta la fiducia che, come dice il presidente della Repubblica, quando fosse posta su decreti legge, realizza un ulteriore pesante compressione del ruolo del Parlamento. Questa fiducia era del tutto inutile».

CICCIOLI (PDL) «RASCHIAMO IL FONDO DEL BARILE» – «Siamo al massimo, non si può raschiare il barile più di così, sono stati messi in regola i conti deprimendo il sistema economico nazionale». E’ l’analisi di Carlo Ciccioli (Pdl) sulla situazione economica italiana nel giorno del voto alla spending review. «Di fatto non siamo più produttivi, anche nei settori forti come quello farmaceutico votato all’esportazione. Siamo arrivati al massimo equilibrio possibile nel raschiare il fondo del barile. Mettere i conti in regola sta deprimendo il sistema economico italiano al punto che il dopo significherà disoccupazione e compressione dei consumi».

IL FLASHMOB CONTRO LA SPENDING – Una mannaia a rappresentazione dei «nuovi strumenti che il governo usa per la spending review». Un flash mob per ritrovarsi, davanti alla Camera, a ribadire lo sciopero del pubblico impiego fissato per il prossimo 28 settembre e per dire, anzi a scrivere, “basta parole”. Gli statali di Fp-Cgil, Flc-Cgil, Uil-fpl, Uil-Rua per chiarire le ragioni del loro sit-in, infatti, hanno utilizzato delle pettorine con lettere cubitali, le quali formavano le parole “28-09-12 sciopero” da un lato, e “basta parole” dall’altro. Si sono riuniti prima delle 10, questa mattina, per ribadire il proprio dissenso nei confronti dei tagli al pubblico impiego previsti con il decreto della Spending review.

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