sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Suicidi e fallimenti della politica, muore il disoccupato che si diede fuoco a Montecitorio
Pubblicato il 20-08-2012


“I suicidi per motivi di lavoro sono un dramma immenso di fronte al quale possiamo solo chinarci a riflettere. La classe dirigente del Paese ha il dovere di trovare una risposta ai problemi dei cittadini”. Queste le parole di cordoglio e commozione espresse dal segretario del Pd Pierluigi Bersani per la scomparsa di Angelo Di Carlo, l’operaio di Forli’ che otto giorni fa si era dato fuoco per protesta davanti a Montecitorio e che all’alba di ieri e’ morto in un ospedale di Roma. Con ustioni gravissime sull’85% del corpo, alla fine ha ceduto. Aveva 54 anni, vedovo, senza un lavoro fisso da tempo, preoccupato di non poter mantenere il figlio minorenne Andrea e amareggiato da un contenzioso con i tre fratelli per un’eredita’. Una situazione che lo ha spinto al suicidio, un gesto compiuto in modo clamoroso.

IL CORDOGLIO DELLA POLITICA – La fine di Di Carlo ha molto colpito il mondo della politica. “Una cosa molto triste, non ci sono parole per commentare – ha detto il ministro del Welfare Elsa Fornero -. Penso davvero che il dovere della societa’ sia di fare in modo che il lavoro possa essere una realta’ per tutti”. Per il deputato del Pdl Francesco Giro “un appello a noi politici va fatto perche’ questo dolore e questa disperazione siano un monito per noi tutti ad agire con rigore e responsabilita”. Secondo il leader di Prc-Se Paolo Ferrero “il governo e’ responsabile” della morte dell’operaio.

IL DRAMMA DI ‘SGARGY’ – Di Carlo, originario di Anguillara, in provincia di Roma, ma trapiantato da molto tempo in Romagna, nella notte dell’11 agosto era arrivato in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, e dopo essersi cosparso di liquido infiammabile si era dato fuoco. I carabinieri di guardia erano intervenuti con un estintore e l’avevano salvato, ma l’uomo aveva riportato terribili ustioni su quasi tutto il corpo. Nel suo zainetto un biglietto e 160 euro da consegnare al figlio Andrea, oltre al numero di telefono del suo avvocato. Su Facebook erano subito nati gruppi di sostegno a Di Carlo, che ne appoggiavano le motivazioni e speravano si salvasse. Oggi agli amici di ‘Sgargy’, cosi’ era soprannominato, non e’ rimasto altro che convocare via internet una veglia silenziosa di lutto in piazza a Forli’, ‘senza slogan e senza bandiere’.

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