lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Taccuino internazionale
Pubblicato il 21-08-2012


L’esercito israeliano ha schierato il sistema di difesa aerea “Iron Dome” vicino al confine con l’Egitto, secondo quanto ha riferito un portavoce militare. Il sistema missilistico di difesa aerea è progettato per intercettare e distruggere razzi a corto raggio che dovessero puntare dentro i confini dello Stato Ebraico. La mossa viene pochi giorni dopo che due razzi di tipo “Grad” sono stati sparati, apparentemente dalla penisola egiziana del Sinai, contro la città israeliana di Eilat. Un gruppo islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco avvenuto nei pressi della località turistica del Mar Rosso. L’Egitto, intanto, sta preparando l’invio di aerei e blindati nel Sinai per potenziare l’offensiva contro i gruppi di militanti responsabili dell’attacco del 5 agosto in cui morirono 16 guardie di frontiera. Lo ha riferito una fonte della sicurezza. Sarebbe la prima volta dalla guerra del 1973 con Israele. Il piano è in fase di ultimazione, ed è sotto il controllo del nuovo ministro della Difesa, il generale Abdel Fattah al-Sisi.

SIRIA – Stanno cercando di unificarsi in unità di combattimento più compatte e organizzate le varie brigate dell’Esercito siriano libero (Esl), la formazione ribelle che sta conducendo l’offensiva contro le forze governative. Lo riferiscono diverse fonti siriane e lo testimoniano alcuni video diffusi su internet. L’esercito regolare, da parte sua, sta portando avanti le sue controffensive facendo ampio uso dell’aviazione. Nel frattempo sembra essere relativamente migliorata la situazione ad Aleppo, teatro nelle ultime settimane di furiosi combattimenti con gravi conseguenze sulla popolazione civile. Scontri di minore entità sono in atto anche in alcuni quartieri di Damasco.

KUWAIT – La Kuwait Energy e il suo principale partner egiziano, la Egyptial General Petroleum Corporation, hanno annunciato la scorsa settimana di avere iniziato le attività di produzione di petrolio e gas in quattro pozzi all’interno della concessione di Abu Sennan, nel deserto occidentale in Egitto. L’annuncio è giunto a seguito dei successi ottenuti nelle attività di esplorazione degli ultimi otto mesi. La produzione commerciale ha attualmente raggiunto un flusso di 2.200 barili di petrolio equivalente al giorno.

IRAQ – L’Iraq ha smentito oggi le notizie riferite ieri dal quotidiano New York Times secondo cui Baghdad aiuta il confinante Iran ad aggirare le sanzioni internazionali facendo passare petrolio di contrabbando e offrendo a Teheran accesso diretto al sistema finanziario internazionale. «I nostri scambi con l’Iran sono trasparenti – ha detto Ali Moussaoui, portavoce del premier iracheno Nouri al Maliki – Non abbiamo fatto nessun patto segreto» con Teheran.

SOMALIA – La seduta inaugurale del nuovo parlamento somalo si è tenuta all’aeroporto di Mogadiscio per motivi di sicurezza. Il Presidente ad interim dell’Assemblea, Musa Hassan Abdalla, ha affermato che si è  trattato di scegliere «un luogo alternativo come rifugio sicuro» per riunire i deputati. Dopo otto anni, finisce il mandato del governo di transizione ma per un nuovo presidente la Somalia deve ancora attendere: la prevista elezione è stata rinviata mentre la cerimonia di insediamento del nuovo parlamento avverrà comunque e si terrà all’aeroporto di Mogadiscio sotto la protezione delle truppe dell’Unione africana. E’ quanto hanno riferito alcuni deputati, sottolineando che «la commissione elettorale deve ancora essere riunita, c’è ancora lavoro da fare prima delle elezioni presidenziali». «Nei prossimi giorni – ha assicurato Abinasir Garale – il nuovo parlamento selezionerà un rappresentante e si organizzerà il comitato elettorale per un nuovo presidente».

R. D. CONGO – Sono nove le vittime dell’epidemia di Ebola in corso nella zona di Isiro, nel nord, secondo il bollettino ufficiale del ministero della sanità congolese. Un team di medici, del ministero e di associazioni non profit, è già sul posto per curare altri casi sospetti. Nell’ovest dell’Uganda, dove si ritiene l’epidemia abbia avuto origine, sono finora 16 le morti imputabili alla febbre emorragica.

COSTA D’AVORIO – Il quartier generale dell’ex presidente Laurent Gbagbo ad Abidjan è stato attaccato sabato notte da un gruppo di uomini armati che nell’azione hanno ferito due persone. Si tratta dell’ultimo episodio di una lunga serie di violenze che fanno temere per la stabilità del paese, in ripresa dopo una crisi elettorale sfociata in guerra civile tra dicembre 2012 e aprile 2011, costata la vita a 3000 persone.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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