martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Violante in difesa di Napolitano: «Di Pietro, Grillo e Il Fatto destabilizzano le Istituzioni»
Pubblicato il 21-08-2012


Ci sarebbe un «disegno» preciso, addirittura uno «schieramento politico-mediatico» portato avanti da Grillo, Di Pietro e Il Fatto quotidiano, che «punta alla destabilizzazione del sistema politico italiano» e, ancora più grave, avrebbe «l’obiettivo di utilizzare i processi in corso» per «abbattere Napolitano e Monti». E’ l’opinione di Luciano Violante, ex presidente della Camera, che ha anticipato su “Il Sussidiario” il suo intervento al Meeting di Cl a Rimini. Sulla vicenda delle intercettazioni “illegittime” al Capo Violante ha detto che il ricorso del Colle alla Corte costituzionale era «doveroso».

«PRESERVARE LE GARANZIE DEL CAPO DELLO STATO» – «Il presidente Napolitano – ha spiegato il responsabile delle riforme del Pd – ha voluto preservare le garanzie del Quirinale per il proprio successore, lasciando che sia la Consulta a esprimersi in merito. Nel momento in cui la procura di Palermo ha intercettato accidentalmente il presidente della Repubblica, ottenendo tra l’altro una prova irrilevante, oltre che illegittima, avrebbe dovuto procedere alla sua distruzione». Per Violante, «scegliere la via ordinaria, come se si trattasse di una prova legittima costituisce un abuso. La Costituzione, come tutti sanno, prevede infatti delle prerogative precise per il Capo dello Stato».

RESPONSABILITÀ CIVILE E CELERITÀ DEI PROCESSI – E il caso si ricollega, oltre che al problema delle intercettazioni, anche ad un’altra grande questione all’ordine del giorno per la riforma della Giustizia: la responsabilità civile dei magistrati. «Per prima cosa – secondo l’opinione di Violante – occorre un adeguamento complessivo delle responsabilità di tutti i poteri dello Stato, accantonando ogni pregiudiziale contrapposizione». In merito, invece, all’annoso problema relativo alla celerità dei processi, Violante afferma che «il ministro Severino si sta rivelando uno dei migliori Guardasigilli della storia della Repubblica».

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