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Opinioni e commenti
 

Volare WindJet: Vi racconto la mia esperienza
Pubblicato il 28-08-2012


Domenica 12 agosto 2012, Palermo, aeroporto “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi. È una giornata calda e arrivo in aeroporto con anticipo con un volo proveniente da Lampedusa dove ero stato con #viedelsud per l’Avanti!. Avendo prenotato il biglietto con un motore di ricerca specializzato in voli al miglior prezzo, e avendo volato con una compagnia diversa all’andata, mai avrei immaginato che per il ritorno il mio biglietto fosse targato WindJet. Con l’ora e la destinazione del volo arrivo in aeroporto sapendo del caso del possibile fallimento della compagnia lowcost siciliana, ma ignaro di esserne coinvolto. Una massa di passeggeri e bagagli affolla il terminal, molti hanno i volti tesi e parlano nervosamente al telefono, altri sono seduti a terra e sui loro stessi bagagli. Mi avvicino al tabellone delle partenze, scorro velocemente la lista e capisco che non partirò come previsto. Ora e destinazione del volo coincidono, compagnia WindJet, volo cancellato. Vedo la fila allo sportello di assistenza Alitalia e mi accodo: passano i minuti, la fila non scorre e non si capisce cosa stia accadendo.

Dopo poco capiamo che molte delle persone giunte in aeroporto hanno prenotazioni per i giorni e le settimane successive e non permettono di risolvere l’emergenza di chi ha la partenza dopo poche ore. Ma, veniamo informati, Alitalia ha messo a disposizione un numero verde di un centralino per la gestione della crisi che chiamo subito. Mi chiedono i dati: nome, cognome, volo e numero di telefono. La risposta della compagnia è immediata. Con mio stupore, lo ammetto, qualche minuto dopo mi arriva la chiamata dal centralino Alitalia di Palermo, mi offrono un posto sul volo in partenza per Fiumicino dopo meno di un’ora al prezzo bloccato di 75 euro. Purtroppo non ho con me la carta di credito: mi riservano il posto e chiedo alla fila di poter passare avanti per perfezionare la transazione allo sportello con il pagobancomat.

Ma subito mi rendo conto che i passeggeri in coda, che hanno voli addirittura nei giorni successivi e giunti in aeroporto presi dal panico dopo la notizia dei problemi legati alla Windjet, non facevano altro che intasare il passaggio di chi da lì a poco avrebbe dovuto prendere dei voli. Tutto questo causato dall’ansia, per carità giustificata, ma che altro non ha fatto che allungare la coda interminabile, spingendo anche chi non aveva urgenza ad intromettersi bloccando chi doveva partire immediatamente, per poi lamentarsi del disservizio che stava creando Alitalia. A dirla tutta a me sembrava l’esatto contrario. Ma la gestione del panico si sa, soprattutto per chi si è magari faticato una vacanza, non è certo semplice.

Il fare italico di mutuo soccorso poi mi ha riservato un’ulteriore sorpresa. Mentre cercavo di spiegare a chi era davanti a me che stavo per perdere l’ennesimo volo, chiedendo se potesse farmi passare avanti per pagare, una signora, che poi scoprirò avere un biglietto per la settimana successiva, risponde alla mia richiesta dicendomi chiaramente: «Non se ne parla nemmeno, anche io ho perso il volo e ora se lei lo perde non ci posso fare niente!». Quando si parla di mal comune mezzo gaudio! Si trattava solo di pagare, ma l’emotività e le paure irrazionali purtroppo avevano preso il sopravvento. A quel punto richiamo il numero verde e, di nuovo, mi ricontattano in pochi minuti. Gli spiego che non ho potuto acquistare il biglietto e che è ormai troppo tardi per fare il check-in. Mi propongono un volo per la mattina seguente oppure, mi dicono, di provare a vedere con un’altra compagnia.

Alla fine volerò proprio con l’altra linea aerea, che anche qui “fortuna” vuole essere in ritardo di oltre due ore. In quei momenti ho aiutato me stesso pensando che sarebbe potuto andare molto peggio, sarei potuto rimanere giorni, magari pagando spese maggiori e senza avere, questo va detto, un buon supporto dal call center Alitalia. Perché nella vita non si deve per forza parlare sempre male, va detto quando qualcosa funziona nel nostro Paese, così come va sottolineata la stranezza dei fallimenti che avvengono proprio nel periodo vacanziero. A prescindere dalle responsabilità a farne le spese come al solito è un popolo già stanco di un anno difficile e fin troppo “rigoroso e austero”.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Articolo interessante. Io ci vedo non solo il panico e la carenza di buona e corretta comunicazione, ma anche la scarsa organizzazione e, soprattutto, la mancanza di una autorità sul posto, foss’anche una semplice hostess Alitalia in grado di smistare le persone in coda dando priorità alle urgenze come la tua.

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