sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Wikileaks, Assange ottiene asilo politico dall’ambasciata ecuadoregna. Ma Londra non ci sta
Pubblicato il 16-08-2012


L’Ecuador ha concesso l’asilo politico a Julian Assange. La conferma arriva dal ministro degli Esteri di Quito, Ricardo Patino, «Una vittoria significativa»: così Julian Assange ha commentato la decisione dell’Ecuador di accordargli l’asilo politico. «Adesso le cose diventeranno più stressanti», ha aggiunto l’australiano, fondatore di Wikileaks, ringraziando lo staff dell’ambasciata che lo ha ospitato per 58 giorni. Assange è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dal 19 giugno scorso.

LE RAGIONI DELL’ASILO – Il capo della diplomazia di Quito, Patino ha spiegato che il suo governo ha preso la decisione dopo che Gran Bretagna, Svezia e Usa si sono rifiutati di garantire che Assange non verrà estradato negli Stati Uniti, dove il fondatore di Wikileaks teme di essere processato per la diffusione dei documenti diplomatici riservati. «Se fosse estradato negli Usa, Assange non riceverebbe un processo equo e potrebbe essere giudicato da tribunali speciali o militari», ha detto il ministro. «Sarebbe sottoposto a trattamenti crudeli e degradanti e condannato all’ergastolo o alla pena capitale», ha aggiunto Patino. «Di conseguenza, l’Ecuador sente che i timori di Assange sono veritieri, che Assange potrebbe essere vittima di persecuzione politica a causa della sua decisa difesa della libertà di espressione e di stampa», ha spiegato il ministro.

IL MINISTRO SVEDESE RESPINGE LE ACCUSE DI QUITO SU TWITTER – La Svezia ha respinto «con fermezza tutte le accuse» secondo cui la sua giustizia non garantisce i diritti della difesa. Lo ha affermato il ministro degli Esteri di Stoccolma, Carl Bildt, dopo le dichiarazioni in questo senso dell’Ecuador che ha concesso asilo politico al fondatore di WikiLeaks Julian Assange. «Il nostro solido sistema giuridico e costituzionale garantisce i diritti di tutte le persone. Respingiamo con fermezza ogni accusa che implica il contrario», ha dichiarato Bildt sul suo profilo Twitter.

IL FOREIGN OFFICE, «CERCHEREMO SOLUZIONE» – Il Foreign Office, il ministero degli esteri di Sua Maestà, ha detto di cercare «una soluzione negoziata che permetta (alle autorità britanniche) di adempiere i propri obblighi nel quadro del Trattato di estradizione».

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