domenica, 25 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Addio hostess, negli aereoporti spopolano quelle virtuali
Pubblicato il 28-09-2012


Una voce calda, sempre disponibile e sorridente. Ma una “giornata no”. Addio stereotipi della donna umorale. E, per carità, niente cliché dell’impiegata postale che si lima le unghie. Al contrario sono sempre a loro posto, ben vestite e perfettamente “agghindate”. Lavorano indefessamente, non hanno diritti sindacali e non li rivendicano: niente pausa pranzo, malattie, maternità. E niente fumo, naturalmente. Qualcuno penserebbe: la mia donna ideale! Certo, qualcosa la consumano: un bel po’ di elettricità, molto più di quella che normalmente una donna consuma per phonarsi i capelli e, si sa, con la bolletta, in tempi di crisi, non si scherza. Sono operatrici aeroportuali dislocate ai quattro angoli del mondo dall’Azerbaijan a New York forniscono informazioni ai passeggeri con indicazioni sulle misure di sicurezza, restrizioni sui bagagli, ed ogni tipo di informazione soprattutto per chi non ha dimestichezza con gli aeroporti come i viaggiatori saltuari.

IL MIRAGGIO IN AEROPORTO – Sono così gentili e disponibili che qualcuno potrebbe pensare: “è un miraggio!”. E, in effetti, non sarebbe così lontano dalla realtà: si tratta, infatti, di ologrammi ottenuti utilizzano gli ultimi ritrovati della “retroproiezione”. Un’immagine tridimensionale viene proiettata su una pannello di acrilico assumendo profondità e forma di un’assistente. Gli avatar digitali sono dislocati in punti chiave degli aeroporti come gli imbarchi, i controlli di sicurezza e annunciano dei messaggi preregistrati che abbracciano una serie di procedure da tenere prima del volo.

RILASSANTI CACCIATRICI DI ATTENZIONE – «L’unicità del servizio risiede nel fatto che gli ologrammi richiamano molto più dei semplici schermi l’attenzione dei nuovi passeggieri, soprattutto delle famiglie» ha riferito Nicola McCabe  responsabile della clientela dell’aeroporto di East Midlands nel Regno Unito. Alcuni di questi avatar si attivano attraverso delle fotocellule all’avvicinarsi dei passeggeri e sono addirittura programmati per calmare il nervosismo con voci confortanti e profonde. Naturalmente gli ologrammi “parlano” diverse lingue.

OLO – GUARDIE DI FRONTIERA – Insomma, le hostess virtuali starebbero producendo risultati così soddisfacenti da  lanciare un programma pilota negli Stati Uniti per la sostituzione delle guardie di frontiera con olo-guardie. Il sistema, chiamato “Aatar” (Automated Virtual Agent for Truth Assessments in Real-Time) e sviluppato dal governo Usa in collaborazione con l’università dell’Arizona, prevede la creazione di una figura “ufficiale” di nome Elvis che sarà in grado di condurre delle interviste e capire, dalla mimica facciale, alle reazioni e dal tono della voce eventuali “bugie”. Altro che cinesi insomma, il lavoratore del futuro sarà davvero instancabile!

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